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 2026  aprile 29 Mercoledì calendario

“A Westminster i deputati puzzano di alcol, è una vergogna”

“Puoi sentire l’odore dell’alcol quando le persone sono tra una votazione e l’altra, mi sento davvero a disagio in Parlamento a Westminster. Ci sono stati casi di comportamenti discutibili e pericolosi da parte dello staff e potenzialmente di alcuni deputati, a causa della cultura del bere poco professionale. Non credo sia chiedere troppo che un deputato sia sobrio quando vota su decisioni che riguardano tutti gli altri. Sul lavoro sarei stata licenziata se l’avessi fatto io, e lo stesso vale per quasi ogni professione, soprattutto per i lavori della classe operaia”.
Le parole al sito “Joe” di Hannah Spencer, 26enne ex idraulica che qualche settimana fa con i Verdi ha vinto una clamorosa elezione suppletiva alla periferia di Manchester conquistando un seggio in Parlamento, aprono il dibattito a Westminster. È giusto o sbagliato che si beva (a volte troppo) in Parlamento, durante l’orario di lavoro? In un luogo tra l’altro già tormentato da scandali sessuali, storie di alcol e di droga, tanto da meritarsi da anni il nomignolo di “Pestminster”.
Gli altri partiti difendono lo status quo. Il primo ministro Keir Starmer in verità non si espresso, ma diversi suoi deputati hanno attaccato Spencer. Natalie Fleet, deputata laburista per Bolsover, ha detto che, sebbene “lavorare in un palazzo come Westminster sia un po’ assurdo, l’odore di sigarette e birra è una delle cose che lo fanno sembrare un pochino normale”. Luke Charters, deputato laburista per York Outer, ha dichiarato: “Ultim’ora: i deputati sono esseri umani e a volte bevono qualcosa. I deputati lavorano giornate lunghe per i loro elettori e sì, a volte condividono un drink la sera con i colleghi”.
Concorda anche la leader dei conservatori Kemi Badenoch, mentre Nigel Farage, a capo del partito di destra Reform UK saldamente in testa ai sondaggi, la prende come al solito con sarcasmo e goliardia: “I Verdi sono felici di legalizzare eroina e crack, ma ora scopriamo che pensano che una pinta nel pomeriggio sia un passo troppo oltre”. Farage si riferisca al fatto che i Greens e il loro leader Jack Polanski, mentre sono contro l’alcol in Parlamento, hanno annunciato di voler legalizzare tutte le droghe, anche quelle pesanti, una volta al governo.
Chi scrive è giornalista parlamentare da oramai sei anni, ed è certo, a Westminster si beve, spesso molto, talvolta troppo. Ci sono pub storici come lo Strangers, con una terrazza mozzafiato sul Tamigi, dove deputati alticci, dopo due o tre pinte, ogni tanto ti danno una notizia, una traccia su cui lavorare o persino uno scoop. Ci sono i ristoranti per i Lord, per parlamentari dei Comuni e quelli “misti”. Ci sono bar come il Woolsack, ci sono ricevimenti continui, di ogni sorta e di ogni lobby, a qualsiasi ora, in cui si “sbevacchiano” gratis birra e vino. Insomma, le tentazioni non mancano e c’è sempre chi esagera, scene cui abbiamo assistito spesso in questi anni, che talvoltA sono degenerate in insulti razzisti o aggressioni sessuali denunciati alla polizia. Tanto che, un paio di anni fa dopo un sospetto caso di drink drogato a insaputa di una donna (il cosiddetto spiking), lo speaker della Camera Lindsay Hoyle aveva proposto di vietare in toto l’alcol nel Parlamento britannico. Una misura che poi non è mai stata approvata.
Così oggi a Westminster si continua a bere. Secondo Spencer troppo, anche prima di un voto di deputati o Lord. Al di là di chi esagera e di coloro che si macchiano di azioni criminali, la stragrande maggioranza di deputati e giornalisti beve senza combinare guai. Nella cultura inglese lavorativa, non solo in Parlamento (basti pensare alla City), un “boozy lunch” è un pranzo nel quale si bevono alcolici ed è una tradizione molto comune. Inoltre, i deputati britannici in genere lavorano moltissimo, anche per tutto il giorno. Non solo per il loro impegno quotidiano a Westminster ma anche perché, quando non sono in Parlamento, devono tornare nelle loro circoscrizioni ad ascoltare e convincere i propri elettori per loro, visto che qui vige l’uninominale secco (il cosiddetto First Past the Post) e bisogna conquistarsi i voti per essere eletti.
Ovviamente nessuna tradizione è inscritta nella pietra e tutto può essere cambiato. Tuttavia, i britannici hanno da sempre una cultura piuttosto tollerante dell’alcol – a parte quando si è alla guida, per fortuna – e dunque in Parlamento, persino quando il Cancelliere dello scacchiere (ossia il ministro delle Finanze) annuncia la legge di bilancio due volte all’anno, costui o costei è l’unico che può bere alcolici addirittura durante il dibattito alla Camera dei Comuni. Indimenticabili sono le scene del conservatore Kenneth Clarke, ex pluriministro e oggi 85 anni, quando negli anni Novanta, quando era Cancelliere dello Scacchiere nel governo Major, beveva tranquillamente scotch nei banchi del governo mentre spiegava al Parlamento e alla nazione le nuove tasse e spese del Regno negli anni a venire. E nessuno si scandalizzava. In whisky veritas.