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 2026  aprile 29 Mercoledì calendario

Balneari, bloccato il blitz della Lega.

La commissione Bilancio del Senato ha cassato l’emendamento, che proroga le concessioni balneari nelle zone colpite dal maltempo, e proposto dalla Lega al cosiddetto decreto ponte. Aveva avuto il parere contrario del ministero dell’Economia, per mancanza di coperture.
L’emendamento aveva avuto invece stamattina il via libera in commissione Ambiente al Senato. Avrebbe avvantaggiato le zone maggiormente colpite dal maltempo dell’ultimo inverno in Sardegna, Sicilia e Calabria. Prevedeva una proroga di tre anni rispetto all’attuale scadenza delle concessioni fissata al 30 settembre 2027.
«In ragione dei danni alla fascia costiera provocati – si legge nell’emendamento – dal processo di progressiva erosione della costa, nonché dagli eventi meteorologici di eccezionale intensità che hanno colpito in particolare il territorio della regione Calabria, della regione Autonoma della Sardegna e della regione Siciliana a gennaio 2026, per i quali e’ stato dichiarato lo stato di emergenza con delibera del Consiglio dei ministeri 26 gennaio 2026, al fine di incentivare immediati interventi di messa in sicurezza e mitigazione dell’erosione costiera, anche con investimenti privati a medio termine che consentano il regolare avvio delle attività turistiche estive».
Il Sib, il sindacato dei balneari associato a Confcommercio, ha fatto appena in tempo ad esultare per la prima approvazione dell’emendamento, poi cassato: «È stata accolta la richiesta non solo nostra, ma dei Comuni e delle Regioni interessate». Mentre Assobalneari (associato a Confindustria), intervenendo dopo la bocciatura, ha contestato l’operato del Parlamento e del governo: «Il nuovo intervento sulla vicenda delle concessioni balneari, con il blocco degli emendamenti migliorativi, ha di fatto impedito qualsiasi possibilità di correggere un quadro normativo già profondamente critico», afferma il presidente di Assobalneari Italia-Federturismo, Fabrizio Licordari.
«Nel frattempo – prosegue – sul territorio nazionale si sta consumando un vero e proprio caos amministrativo: diversi Comuni stanno approvando bandi, o si apprestano a farlo, adottando criteri tra loro difformi e introducendo regole eterogenee».