Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 29 Mercoledì calendario

Lavoro, un miliardo per i bonus

Il governo si appresta a prorogare per qualche settimana il taglio delle accise, puntando a calmierare in particolare i rincari del gasolio. Ad anticiparlo è la premier Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei ministri che ieri ha varato il decreto Lavoro. «Per quello che riguarda il taglio delle accise sui carburanti, stiamo valutando un’ulteriore proroga, potrebbe essere più breve delle precedenti», spiega Meloni, indicando l’intenzione di «non operare il taglio in maniera orizzontale. L’aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina, potrebbe essere un taglio che impatta di più sul prezzo del gasolio». La corsa dei prezzi dei carburanti è considerata dalla premier un’emergenza, poiché i rincari dell’autotrasporto si ribaltano sui listini dei beni di consumo.
Un meccanismo che porta la presidente del Consiglio a dire: «Le spese di difesa rimangono una priorità assoluta, ma nell’attuale contesto di crisi internazionale il tema di calmierare i prezzi dell’energia e impedire che impatti l’inflazione viene prima». In questo quadro Meloni si sofferma sul possibile «scostamento di bilancio» (aumento del deficit), che al momento registra la contrarietà di Forza Italia, oltre che l’assenza di un via libera da parte di Bruxelles. Tanto più data la procedura di infrazione per eccesso di deficit ancora in corso, che di fatto rende molto difficile l’attivazione della clausola che sterilizza la maggior spesa per la difesa rispetto agli obiettivi di bilancio. «Molto di quello che faremo dipende da come evolve» il dibattito europeo, specifica la premier, che tiene a ricordare: «Penso che non dobbiamo escludere nessuna opzione, ma penso che dobbiamo anche ricordarci che l’anno scorso il Parlamento aveva già autorizzato il governo alla possibilità di una flessibilità sui conti per quanto riguarda le spese di difesa e sicurezza pari allo 0,15% del Pil, vuol dire 3,7 miliardi», aggiungendo, tra l’altro, «se mi viene chiesto che cosa siano le spese di difesa e sicurezza: il tema energetico ci sta dentro». Ma assimilare l’emergenza energia alle spese per la difesa non rimuove l’ostacolo di una procedura in corso che, come detto, complica l’attivazione di spese in deroga al Patto di stabilità. In attesa che un negoziato con Bruxelles garantisca una risposta favorevole, la premier punta, dopo il disorientamento successivo al referendum, a dare il segnale di un esecutivo focalizzato sul varo di interventi come il decreto Lavoro, l’intervento sulle accise, il piano Casa (atteso in consiglio dei Ministri domani), la nomina nei prossimi giorni dei vertici di Consob (il profilo più accreditato resterebbe quello di Federico Freni) e dell’Antitrust.
In particolare, in materia di lavoro il provvedimento da 934 milioni di euro approvato nelle ultime ore è illustrato dalla premier e dalle ministre del Lavoro, Marina Calderone, e delle Pari opportunità, Eugenia Roccella. Il decreto, secondo Meloni, è destinato a una platea di «4 milioni» di beneficiari e proroga i bonus per le assunzioni di giovani, di donne e di lavoratori nell’area Zes. La novità è che «agli incentivi si può accedere esclusivamente se si riconosce e si applica ai propri lavoratori quello che definiamo il “salario giusto”», ossia il trattamento previsto dai contratti firmati dai sindacati più rappresentativi. Prevista l’indennità di vacanza contrattuale con un adeguamento forfettario delle retribuzioni pari al 30% della variazione dell’indice dei prezzi al consumo. Il decreto introduce, inoltre, misure sia per prevenire lo sfruttamento del lavoro sulle piattaforme digitali, sia per la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Commenti positivi dalla Cisl, la Uil si riserva di leggere il testo, critico il segretario Cgil Maurizio Landini: «Non c’è un euro in più per i lavoratori». «Si riconosce il ruolo insostituibile delle organizzazioni più rappresentative», osserva il presidente Confcommercio, Carlo Sangalli.