Corriere della Sera, 29 aprile 2026
Vite, lussi e ombre dei «Ciprianetti»
Prima che si sapesse della grazia concessa dal presidente Sergio Mattarella, Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani erano una coppia nota solo a un certo jet set che si muove fra i templi del lusso di Montecarlo, New York, Punta del Este, Londra, Milano...
Per tutti gli altri, erano figure ciascuna iconica nel proprio genere: lei ex igienista dentale di Silvio Berlusconi diventata consigliera regionale e poi condannata a un cumulo di tre anni e undici mesi per favoreggiamento della prostituzione nel Ruby Bis e per peculato nella «rimborsopoli» lombarda; lui, Beppe per gli amici, erede della dinastia legata all’Harry’s Bar, al mito di ristoranti e hotel per pochi eletti, è un uomo per il quale i giornali di Manhattan avevano coniato già vent’anni fa il termine «ciprianesque» per dire che, dove c’è lui, ci sono stile, edonismo, nomi che contano, tavoli irraggiungibili ai più. Lui ciprianesque, quindi, e lei burlesque, come in una celebre imitazione di Virginia Raffaele sulle cene eleganti: era forse destino che i due s’incontrassero.
Il primo incontro
Le cronache rosa li segnalano per la prima volta a New York nell’ottobre 2012. Lei ha 27 anni, è ancora consigliera nel listino bloccato di Roberto Formigoni, ma è già imputata e il viale del tramonto sembra un destino scritto al quale si ribella; in un’intervista al Corriere aveva detto «non sono una maîtresse da quattro soldi». Lui invece di anni ne ha 47, ha alle spalle un patteggiamento fiscale in America ed è tornato a essere un astro in ascesa: ha moltiplicato gli asset di famiglia, ha inaugurato a Ibiza il Down Town Cipriani.
Salto in avanti e li ritroviamo insieme in alcuni scatti pubblicati su Chi nel settembre 2024. Sono istantanee da una vita borghese: in un parco milanese, lei è in pantaloni classici e camicetta da sciura, tiene per mano un bambino, lui al guinzaglio un cane, portano pure i sacchetti della spesa. Il titolo strilla «nuova vita da mamma» e l’articolo del settimanale edito dalla famiglia Berlusconi racconta una madre premurosa, una compagna schiva, angelo del focolare di una famiglia raffinata ma normale.
È il perfetto preludio visivo dell’istanza di grazia depositata qualche mese dopo e concessa il 18 febbraio 2026, accogliendo l’esigenza di Minetti di curare e assistere questo bambino adottato in Uruguay e affetto da gravi patologie.
I sospetti
Solo che ora, intorno a quel bimbo, il Fatto Quotidiano inanella sospetti raccapriccianti: che in realtà non sia abbandonato alla nascita come rappresentato nell’istanza di grazia, e che anzi siano stati Minetti e Cipriani a ottenere il disconoscimento della potestà dei genitori biologici; che la madre risulta invece viva ma scomparsa e che la sua avvocata è morta carbonizzata con il marito, circostanza per la quale sarebbe in corso un’inchiesta. Ci si chiede anche come abbiano fatto Cipriani e Minetti a portare il piccolo negli Stati Uniti per un intervento chirurgico quando, secondo le ricostruzioni, l’adozione non era stata formalizzata. In definitiva, chi sono Nicole & Beppe? Una coppia di benefattori di buon cuore, capace di farsi carico di un bambino fragile o un’accoppiata stile Bonnie & Clyde capace di strumentalizzare la fragilità di un bambino come salvacondotto? E così, sui loro 14 anni insieme, ci sono ora una narrazione ufficiale e un’altra assai meno edificante. Ufficialmente, quello dei «Ciprianetti» è un amore con alti e bassi, ma sempre con location esclusive e una vita fra Milano, Punta del Este, New York. Lei, uscita dalla politica e dalle cronache giudiziarie, sceglie la strategia opposta a quella che l’aveva resa famosa: sparire, invece di apparire. Niente interviste-verità, niente social, semmai il volontariato col doposcuola della Caritas a Milano e i progetti benefici coi bambini dell’Inau, l’istituto uruguaiano per l’infanzia, spesso ospitati nella tenuta di famiglia battezzata Gin Tonic. È proprio così che la coppia incontra il piccolo al centro della vicenda. Cipriani, intanto, continua a espandere l’impero: ristoranti, club, alberghi, casinò, il progetto wow del San Rafael in Uruguay da 450 milioni di dollari e quello high profile del Cipriani di Milano: il solito mondo dove le terrazze hanno viste mozzafiato, i tavoli non si prenotano ma si concedono e la vita privata coincide con le pubbliche relazioni. Per Nicole è la parabola perfetta: una caduta italiana, una resurrezione internazionale, un bimbo da salvare come prova finale di redenzione. Tutto molto bello, troppa grazia.
Spunta Epstein
L’inchiesta giornalistica che ora ha indotto il Quirinale a chiedere approfondimenti al ministero della Giustizia arriva invece a raccontare presunti rapporti economici fra Cipriani e Jeffrey Epstein e riporta una fonte anonima che descrive Nicole non tanto come una compagna premurosa ma come una sorta di madame impegnata a selezionare e abbigliare ragazze adatte a intrattenere gli ospiti nella tenuta sudamericana: vestale non più di Arcore ma di una sorta di Arcore posta alla fine del mondo. Lei smentisce tutto. Ma sul Graziagate, la Procura generale di Milano ha avviato accertamenti urgenti. Se per Minetti questa è la fine di una favola bella ma falsa dovrà esprimersi, di nuovo, la Procura di Milano.