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 2026  aprile 29 Mercoledì calendario

L’Opposizione chiede a Nordio spiegazioni e dimissioni

Carlo Nordio deve riferire in Aula e poi dimettersi per «responsabilità politica». Le opposizioni, al Senato, lo dicono a più voci. Ma anche Carlo Calenda, leader di Azione, pur stigmatizzando, «ogni volta fanno questa richiesta», osserva: «Sì, Nordio si deve dimettere, poi non si dimetterà. Di sicuro a sbagliare non è stato il Quirinale». Al fianco del ministro di Giustizia, invece, si schiera Forza Italia: «Il ministro non ha alcuna responsabilità in questa vicenda», dice Costa.
La grazia all’ex igienista dentale, voluta da Silvio Berlusconi nel consiglio regionale lombardo, Nicole Minetti, è un caso, anche politico, in questa turbolenta coda di legislatura. Con la minoranza che prova a mettere sul banco degli imputati il Guardasigilli, già destinatario di aspre critiche (e richieste di dimissioni) per il caso Almasri e per le dichiarazioni sul referendum della sua ex capo di gabinetto, Bartolozzi. «Quello che è successo è un pasticcio, è gravissimo, ma se è qualcosa di diverso è ancora più grave – allude Nicola Fratoianni di Avs —. Cosa aspetta ancora il ministro Nordio a dimettersi?». Per Riccardo Magi di +Europa, «non è un ministro ma un turista che passa da via Arenula». Anche dal Pd Francesco Boccia, Alfredo Bazoli e Arturo Scotto portano argomenti simili: «È una vicenda sconcertante che ci lascia tutti disorientati. Su provvedimenti rilevanti per la vita giudiziaria e civile del Paese come la grazia, non si possono non dare informazioni accurate». E se dell’istruttoria non risponde il ministro ma la Procura, come ricordato da Alfredo Mantovano, «la responsabilità politica è di Nordio», ribattono i dem. Poi Scotto ipotizza le ragioni della blindatura del ministro da parte della premier: «Se si dimette il Guardasigilli è probabile che cada il governo». Matteo Renzi è prudente, ma solo sui tempi: «Difficile prevedere se il governo supererà le conseguenze della vicenda, ma di sicuro le elezioni le vincerà il centrosinistra».
Anche il M5S parla di «responsabilità politiche del ministro». Spiega Alessandra Maiorino: «L’istruttoria del ministero era drammaticamente superficiale o, peggio, c’era una sottaciuta volontà politica di non controllare troppo le carte presentate dagli avvocati di Minetti. Il ministero di Nordio ha messo in grave imbarazzo il Quirinale». Per Luca Pirondini se «per la prima volta nella storia viene messa in discussione una grazia già concessa, il ministro deve riferire in Aula».
A escludere ogni ipotesi di dimissioni per il ministro è FI, nella quale pure qualche crepa si era aperta nei confronti del Guardasigilli dopo il referendum. «Abbiamo fiducia nelle capacità e nelle qualità di Nordio – assicura Raffaele Nevi —. Non ci sono motivi per chiederne le dimissioni».