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 2026  aprile 28 Martedì calendario

Teatro alla Scala, aumentano i «super» biglietti per la Prima

Il teatro alla Scala aumenta i prezzi, ma nelle intenzioni lo fa come una sorta di Robin Hood: crescono infatti i prezzi dei biglietti migliori (e più cari) e quelli dell’evento più importante e glamour dell’anno, ovvero la Prima del 7 dicembre, per lasciare invece invariati quelli a prezzi inferiori.
A quanto spiegato dal sovrintendente Fortunato Ortombina al consiglio di amministrazione, la Prima del 7 dicembre avrà un aumento di circa il 10%, il che significa che i biglietti di platea e dei palchi migliori per Otello che aprirà la prossima stagione diretto da Myung-Whun Chung con la regia di Damiano Michieletto non saranno più in vendita a tremila euro ma dovrebbero aggirarsi intorno ai 3300.
Un aumento un po’ più consistente è invece quello previsto in tutta la stagione per i cosiddetti posti “premium”. Un nuovo tipo di biglietti che riguarda i posti migliori, un po’ come avviene con le compagnie aeree. In questo caso si tratta ad esempio della fila M (dove c’è più spazio per le gambe) e della prima fila che è particolarmente gradita soprattutto ai turisti.
In questo caso il prezzo massimo dei biglietti che è di 300 euro per i titoli d’opera più conosciuti al momento potrebbe salire a 350. Anche questa scelta è una riposta indiretta alla lettera-appello sottoscritta nei giorni scorsi da 230 loggionisti che chiedevano di mantenere la tradizionale vendita fisica di 140 posti di loggione nel giorno stesso delle rappresentazioni, temendo aumento dei prezzi e vendite online.

In questo caso, la questione non riguarda tanto i prezzi, quando i biglietti che a volte restano invenduti, in particolare per il balletto e per alcuni titoli di lirica meno conosciuti.
Il consiglio ha anche autorizzato Ortombina a sottoscrivere il contratto a Myung-Whun Chung che, come annunciato da tempo, diventerà direttore musicale da fine 2026 (dopo cioè che l’attuale direttore musicale Riccardo Chailly avrà diretto il Requiem di Verdi in programma il 28 e 30 ottobre) al 2030, con un contratto quindi che scadrà allo scadere di quello del sovrintendente.
Intanto si conferma in attivo il bilancio del teatro che ha chiuso il 2025 con un attivo di duecentomila euro a fronte di un valore di produzione di 133 milioni 200 mila euro, cresciuto del 3% rispetto all’anno precedente.
Ma il record è stato della biglietteria che ha raggiunto i 36,5 milioni di ricavi, in aumento di 2,5 milioni rispetto all’anno precedente, una cifra mai raggiunta, grazie all’aumento degli spettatori. Il tasso di saturazione della sala per l’opera è stato del 95% (era il 92% l’anno precedente e dell’80% nel 2019), mentre per la danza è stato del 92%, con un aumento del 4% in una stagione.
Nel bilancio 2025 la quota pubblica di finanziamento (comunque essenziale) pesa a questo punto per meno di un terzo del totale. I contributi privati sono stati il 20%, il 13% i ricavi di sponsorizzazioni e fund raising, l’8% da vendite e prestazioni e il 27% è arrivato da biglietteria.