Avvenire, 28 aprile 2026
I fedelissimi di Orbán spostano all’estero le loro ricchezze
È cominciata la fuga all’estero dei capitali dei fedelissimi di Viktor Orbán. Da un’inchiesta del Guardian emerge che gli oligarchi vicini all’ex premier ungherese si stanno affrettando a trasferire fuori dal Paese ricchezze e beni accumulati durante gli anni di governo di Fidesz. Alcuni avrebbero già caricato i bottini da reinvestire altrove sui propri jet privati, decollati con regolarità da Budapest nell’ultimo periodo, mentre altri starebbero valutando l’ipotesi di richiedere un visto per gli Stati Uniti. Con quale obiettivo? Trovare lavoro in istituzioni legate al movimento Maga. Il quotidiano britannico riferisce che almeno tre stretti collaboratori di Orbán, dopo il trionfo di Péter Magyar del 12 aprile, hanno cominciato a spostare ricchezze in Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti. Australia e Singapore le altre mete su cui hanno puntato. È stato Magyar stesso, sabato scorso, a denunciare sui social la fuga di capitali: «Gli oligarchi legati a Orbán stanno trasferendo decine di miliardi di fiorini (la valuta ungherese, ndr) agli Emirati Arabi Uniti, agli Stati Uniti, all’Uruguay e ad altri paesi lontani». Il nuovo primo ministro ha aggiunto che «secondo i rapporti, diverse famiglie oligarchiche influenti hanno già ritirato i loro figli dalla scuola e stanno organizzando personale di sicurezza di fiducia per la loro partenza». Magyar, che ha promesso di combattere la corruzione e di scardinare i vecchi sistemi clientelari, sostiene che tra le famiglie pronte a espatriare ci sia anche quella di Lorinc Mészáros, diventato l’uomo più ricco del Paese sotto gli esecutivi guidati da Orbán, di cui era amico fin dall’infanzia.
Un’analisi dell’agenzia di stampa Reuters aveva svelato che soltanto tra il 2010 e l’inizio del 2018, nei primi otto anni dell’ex premier al potere, le aziende possedute o controllate da dieci uomini d’affari, tra cui Mészáros e il genero di Orbán István Tiborcz con i loro soci, si sono aggiudicate nel complesso appalti pubblici per un valore in fiorini ungheresi pari a circa 5,3 miliardi di euro.