Il Messaggero, 28 aprile 2026
Crans Montana, desecretate le registrazioni video. «Jessica Moretti fugge spingendo i ragazzi. Ha acceso lei tutte le candele».
Questa verità è rimasta secretata per più di cento giorni. E vale più di tutte le testimonianze raccolte finora: immagini non sempre chiare, coperte dal fumo da un certo punto in avanti, ma quello che conta è all’inizio.
Quando nella pista del Constellation la festa diventa un incubo, mentre il nuovo anno porta non auguri ma morte. Ecco quello che per le indagini e il processo sarà prezioso: Jessica Moretti, sì lei, la moglie di Jacques, che piazza le candele scintillanti sul collo delle bottiglie di champagne.
Le accende, fa partire lei quei piccoli fuochi d’artificio che creano il disastro. Dalle bottiglie ai pannelli fonoassorbenti è un attimo, questione di minuti. Quello che è successo lo raccontano le 14 telecamere che erano installate dentro quel bar trasformato clandestinamente in una discoteca.
Prima verità: le candele le ha accese Jessica. E ce n’è una seconda, nelle registrazioni che ieri pomeriggio hanno visto gli avvocati delle famiglie che piangono i giovani che erano lì per aspettare il 2026 e per sperare che fosse un anno di sogni da coronare. Invece tutti si ritrovano in una calca pazzesca, poco prima che la pista da ballo diventi una grande bara. E anche qui le immagini mostrate ieri per la prima volta dagli inquirenti svizzeri agli avvocati delle famiglie sembrano nitide: c’è Jessica Moretti che fugge.
Sì, di corsa, spingendo i giovani ammassati tra lo spazio del dj e il bancone. Va su, sale le scale, si mette in salvo. Senza preoccuparsi degli altri. Anzi, bloccando loro la strada. Il segreto sui video è caduto ieri alle due del pomeriggio a Sion. Tra i primi a essere convocato dalla polizia per assistere a quelle sequenze da incubo è l’avvocato dalla famiglia di Trystan Pidoux, il 17enne di Losanna che il giorno di Capodanno non è riuscito a tornare a casa. Morto pure lui, insieme agli altri 40.
Il racconto dell’avvocato lascia senza parole i genitori di Trystan, Michel e Vinciane, due che dai primi giorni di questo dramma hanno fatto di tutto per evitare che calasse il silenzio: «Da non credere quello che ci ha raccontato l’avvocato oggi, si vede Jessica Moretti che fugge calpestando i nostri ragazzi. Avete capito? Fugge mentre i ragazzi non capiscono cosa sta succedendo: lei non lancia l’allarme, eppure ha capito che sta accadendo qualcosa di non grave. E infatti va via. Sì, scappa. Non ha tra le mani la famosa cassa con l’incasso ma pensa alla sua vita. Solo alla sua. Non a quella dei suoi clienti, che erano ragazzini, tutti giovanissimi che sono rimasti lì. Bloccati da lei che se ne va di corsa».
I genitori dei ragazzi queste immagini potranno vederle, se vorranno, da maggio. E in questi giorni tocca ai difensori. Visualizzazione «selettiva», hanno deciso gli inquirenti svizzeri: ogni legale può seguire gli spostamenti del ragazzo per cui oggi i parenti chiedono giustizia. E una volta concluso l’appuntamento con gli inquirenti, l’avvocato ha riferito nei dettagli le sequenze semibuie registrate dai 14 occhi elettronici dell’impianto di videosorveglianza.
Particolari da brividi, riferisce la mamma di Trystan: «Si vede nostro figlio che si avvicina al tavolo degli italiani. Sta a lungo davanti al bancone del bar e poi porta le bottiglie nel tavolo degli amici. Poco dopo si vede che vengono avvolti da una nube di fumo e non si capisce più nulla di ciò che succede. Noi abbiamo anche un altro legale che è stato convocato per i prossimi giorni, speriamo di capire altri particolari, che serviranno a ricostruire la verità. Già da quelle registrazioni ci bastano per capire che orrore è stato». E il padre aggiunge: «Trystan era già uscito dal locale, forse si sarebbe potuto salvare, ma è tornato dentro per cercare un amico. Questo nelle immagini si vede con chiarezza. Quella decisione gli è costata la vita. Lo sapevamo già dai racconti degli altri giovani, ma oggi le immagini ci danno la conferma».
I video durano otto minuti e per ogni famiglia ci sono a disposizione sequenze che hanno una durata differente. Pochi minuti che però aiutano a trovare una risposta a molte delle domande che i genitori di quei ragazzini hanno urlato ovunque e ogni giorno. E da quello che ieri pomeriggio hanno visto i primi avvocati si chiarisce anche un altro punto: la colpa del rogo non è della cameriera, morta pure lei, che tra l’altro era la figlioccia di Jessica Moretti e che la stessa titolare del locale aveva subito tirato in ballo. Di lei, di Cyane Panine, 24 anni, era già circolata un’immagine che in molti certamente ricorderanno: la ragazza col casco in testa, che per giorni era stata considerata l’autrice del gesto più folle del Capodanno europeo.
E invece no, i video dicono che è andata molto diversamente: i video rendono onore anche alla sua memoria. E gli avvocati, mentre parlano con i genitori, dicono di aver visto con molta chiarezza questo passaggio: le candele le ha accese Jessica, madame Moretti, la donna che si è presentata in lacrime davanti al tribunale e che con il pagamento di una cauzione misteriosa è riuscita a evitarsi le conseguenze di una misura cautelare più rigida, limitata dai magistrati a obbligo di firma.
I frame, tra luci e fumo, non basteranno a chiudere l’indagine e a fugare tutti i dubbi, ma certo rimettono in ordine alcuni dei tasselli di quella serata infernale. Materiale buono per gli avvocati, ma anche per le famiglie. Come quella di Trystan, che al dolore possono aggiungere un ricordo dolce del loro ragazzo, morto per tentare di salvare un amico.