repubblica.it, 28 aprile 2026
Quando Salinger scrisse al suo editore: «Non dite che sono mezzo ebreo e mezzo irlandese»
Riservato fino all’ossessione ma anche spaventato dal giudizio che i critici avrebbero potuto dare sulle sue radici: per questo J. D. Salinger chiese al suo editore John Woodburn di omettere dalla quarta di copertina del suo capolavoro del 1951, Il giovane Holden, ogni riferimento alle sue origini ebreo-irlandesi.
Il romanziere solitario e per questo misterioso icona del Novecento, sarà protagonista della Fiera Internazionale del Libro Antico di New York che apre il 30 aprile. Come si legge sul Guardian, alcune lettere finora inedite indirizzate alla sua casa editrice, rivelano particolari finora sconosciuti sulla sua personalità.“Ci si aspetterebbe che indossassi una stella di David e un trifoglio sulla mia felpa”, scrive Salinger.
La preoccupazione riguardava il modo in cui lui e le sue opere sarebbero state presentate ai lettori: non voleva in nessun modo che i suoi libri fossero raccontati in chiave etnica o religiosa. Uno scrupolo in qualche modo legato alla sua scelta di vivere una “vita da eremita a Westport [Connecticut]” come diceva scherzosamente il suo editore.
Nelle fasi finali della produzione del Giovane Holden, Salinger chiese a Woodburn di rimuovere la sua origine “ebraico-irlandese” dalla copertina del libro. Scrisse: “Non so se mi piacerebbe vedere quella faccenda ebraico-irlandese sbattuta sulla copertina... Sicuramente pubblicizzare informazioni degne di nota è grave quanto nasconderle – se sono accattivanti, ovviamente. I critici di seconda categoria probabilmente troverebbero l’informazione abbastanza provocatoria da usarla e abusarne più e più volte e finirei per dover indossare una Stella di David e un trifoglio sul retro della mia felpa. Quindi, per favore, stiamo attenti”.
Una richiesta che l’editore accolse, limitandosi a scrivere nella quarta che l’autore era nato a New York. La corrispondenza è ora nelle mani di Peter Harrington Rare Books, uno dei principali librai antiquari di Londra che l’ha acquistata da un collezionista privato: ci sono una cartolina autografata e due lettere dattiloscritte. Sammy Jay, esperto di Salinger, ha dichiarato al Guardian: “È molto emozionante avere lettere significative di un grande scrittore, in particolare quelle che sono rivelatrici sui suoi libri e sulle loro intenzioni. Per Salinger, questo è davvero raro perché era molto riservato. Questo scambio fornisce la documentazione di prima mano più chiara finora disponibile sulla resistenza di Salinger a ogni inquadramento biografico e sulla sua determinazione a controllare il modo in cui la sua identità si intrecciava con il suo lavoro».
Salinger rifiutò di cedere i diritti per la trasposizione a Broadway o a Hollywood del Giovane Holden, la storia di Holden Caulfield amata da milioni di lettori in tutto il mondo. Lo scrittore riteneva già la pubblicazione una «terribile invasione della mia privacy». In queste lettere Salinger accenna anche a The Ocean Full of Bowling Balls, il prequel de Il giovane Holden, che decise di non pubblicare e che è saltato fuori solo nel 2013 dalla Biblioteca dell’Università di Princeton, dove era conservato. “Holden in realtà non compare”, scrisse Salinger a Woodburn, “ma il suo nome ricorre così spesso, e in modo così significativo, che in realtà è presente nella storia”. Alcune copie non autorizzate di quel romanzo sono circolate in rete.