repubblica.it, 28 aprile 2026
Asti, il sindaco Rasero si prende la banca
Interventi duri, ma nessuna sorpresa: al termine dell’assemblea fiume dei soci, il sindaco Maurizio Rasero è il nuovo presidente della Banca di Asti. Mentre a Roberto Fiorini, che ha ricoperto incarichi in Unicredit, viene affidato il ruolo di amministratore delegato. I numeri dell’assemblea facevano presagire fin dall’inizio uno scarso margine di manovra, ma la polemica attorno al sindaco di Asti è solo all’inizio. In serata, infatti, le opposizioni hanno aspettato Rasero in Consiglio comunale, pronte a chiedergli le dimissioni da primo cittadino.
La giornata è iniziata con un passo indietro da presidente della Provincia. La carica infatti risultava incompatibile con quella di numero uno della Banca, prefigurando un conflitto di interessi palese, che Rasero aveva già messo in conto. Così, come annunciato dal palco delle celebrazioni del 25 aprile, infatti, il sindaco di Asti si è dimesso e la guida è passata nelle mani del vicepresidente Simone Nosenzo, primo cittadino a Nizza Monferrato, che ricoprirà il ruolo di presidente facente funzione fino alle prossime consultazioni elettorali.
Rasero, dal canto suo, resta sindaco e assume il ruolo di presidente della Banca, “incarico da 130mila euro l’anno, più 350 euro per ogni seduta del Cda e rimborsi vari”, come ricorda il consigliere del Pd Michele Miravalle. Un caso unico nel panorama bancario italiano, che affonda le sue radici in un sistema di nomine e nominandi che ha dato origine a un cortocircuito mai visto prima.
Il socio principale della Banca (che sceglie la maggioranza degli amministratori e il presidente) è la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti che, a sua volta, è formata da diverse persone nominate direttamente dal sindaco e dal presidente della Provincia. Lo stesso numero uno Livio Negro, a suo tempo, fu indicato per il vertice proprio da Rasero. «Tutto questo crea una serie potenzialmente infinita di conflitti di interesse» attacca il Pd. «Rasero da sindaco dovrà seguire gli interessi della città e da presidente della Banca quelli dell’istituto di credito». E qui sta il cortocircuito.
Ora, come da prassi, tocca alla Banca d’Italia valutare i profili di tutti i membri del nuovo consiglio di amministrazione e anche se il sindaco di Asti rappresenti, o meno, garanzia di indipendenza nello svolgere il nuovo incarico.
Sembra che da almeno due anni Rasero stesse preparando la sua “exit strategy” d’oro. Candidato con una lista civica di centrodestra (vicino prima alla Lega e poi a Fi), il suo secondo mandato da sindaco scadrà nel 2027 e lui non potrà più ricandidarsi. Ne è emersa così anche una spaccatura tutta interna al centrodestra, tra chi spingeva verso il rinnovamento e cambio della vecchia guardia rappresentato da Carlo Demartini e chi no.
Il tema è caldo è all’auditorium Canton del Santo ieri pomeriggio si è registrato il tutto esaurito. Con tanto di troupe televisiva pronta all’esterno della struttura. Il bilancio della Banca fa registrare un utile pari a 62 milioni di euro (65 milioni di euro a livello di gruppo, entrambi in crescita di oltre il 20%) che ha consentito all’assemblea di approvare la distribuzione di un dividendo di 0,50 euro per azione, corrispondente a un monte dividendi di 35,3 milioni di euro, in crescita del 25% rispetto allo scorso anno, e il più alto mai pagato dall’istituto nella sua storia.