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 2026  aprile 28 Martedì calendario

Poliziotto filo-neonazisti condannato a visitare Auschwitz

Il commissario Thomas P. si occupava di indagini importanti: riciclaggio, frode, truffa. E si era sentito offeso, evidentemente, dalla sentenza di condanna che aveva colpito uno dei leader più estremisti dell’Afd, Björn Höcke. Quel “Tutto per la Germania” che il politico della Turingia aveva gridato più volte da un palco, quel motto delle SA, le squadracce a difesa di Adolf Hitler, che aveva tradito, ancora una volta, le sue simpatie naziste, meritavano tutta la solidarietà del poliziotto della Sassonia.
Nel 2024, quando il leader dell’Afd era stato sanzionato per quella frase, il commissario della polizia tedesca aveva dunque scritto, prima in un gruppo whatsapp, poi su instagram, “tutto per la Germania”. E anche lui era finito sotto processo con l’accusa di “diffondere contenuti anticostituzionali e terroristici”. In Germania fare il saluto nazista o diffondere frasi del dodicennio hitleriano è reato.
Durante il procedimento in Sassonia, Thomas P. aveva cercato di difendersi citando una nota influencer, Cathy Hummels, che aveva usato il motto delle SA rimanendo impunita. Quando la procuratrice gli aveva chiesto, incredula, se non fosse a conoscenza della sentenza che aveva colpito Björn Höcke e che era su tutti i giornali, il commissario aveva risposto, sfrontato, che “la colpevolezza sta tutta nell’occhio di chi giudica”. E ancora: “non sono un simpatizzante dell’estrema destra. Uno non può essere condannato per una frase che gli scappa”.
A Thomas P., però, era scappata due volte. E non al bar: prima su whatsapp, poi su Instagram. La procura aveva osservato che il suo “tutto per la Germania” era inequivocabile e che “per lei il diritto vale solo quando serve a pagarle lo stipendio”.
Il giudice, Christoph Pietryka, ha accolto la richiesta di condanna di Thomas P. (che aveva chiesto l’assoluzione). Ma nel suo verdetto è andato ben oltre. Per la prima volta in Germania un imputato dalle simpatie neonaziste è stato condannato a visitare il campo di sterminio di Auschwitz, dove i nazisti sterminarono oltre un milione di persone. Pietryka ha ordinato al poliziotto di portargli le prove che entro un anno sarà andato in Polonia, si sarà registrato sulla pagina internet di Auschwitz e avrà visitato il lager. Perché, questo l’argomento del giudice, “gli servirà molto. Gli rimarrà nella testa”.