la Repubblica, 28 aprile 2026
Ventinove arbitri in Procura: “Rocchi parlava con molti club”
C’è chi è stato convocato già da indagato e chi – la stragrande maggioranza – in veste di testimone per spiegare a chi indaga il meccanismo sui campi. Per costruire l’inchiesta sul calcio, la procura di Milano si è affidata ad arbitri ed ex fischietti di A e B. In 29 hanno sfilato nei mesi scorsi nei corridoi del Palazzo di giustizia milanese per essere ascoltati (o interrogati) dagli investigatori. E proprio tra di loro c’è chi ha svelato un sistema di «figli e figliastri» tra i direttori di gara orchestrato dall’ex designatore Gianluca Rocchi (ieri sostituito ad interim per finire il campionato da Dino Tommasi). Denunce «di una filiera malata» che hanno portato poi i magistrati ad arricchire il fascicolo d’indagine con riscontri e ipotizzare i reati di frode sportiva in concorso a carico – per ora – di cinque indagati (in un caso per false dichiarazioni).
Le designazioni a piacimento
È proprio il «sistema Rocchi» quello che molti di loro hanno denunciato al pm Maurizio Ascione che coordina la Guardia di finanza nell’inchiesta. Uno scenario di «guerra tra due fazioni» con presunti risvolti penali. Una fonte che per ore ha riempito verbali racconta a Repubblica, con la garanzia dell’anonimato, di «designazioni a piacimento», di «epurazione delle figure che non si piegavano al metodo». E di come Rocchi «fosse in costante rapporto telefonico con i dirigenti delle squadre, pur non potendo da regolamento, per ingraziarsi i club. Per un tornaconto personale». O ancora il suo presentarsi «in sala Var anche quando non doveva, non era di turno lui».
Le cinque partite nel mirino
Le testimonianze sono numerose. Tra i sentiti anche gli ex Pasquale De Meo, Daniele Orsato, Antonio di Martino tra gli altri. Racconti che hanno fornito anche dettagli circostanziati di episodi sospetti. Ci sono le cinque partite nel mirino, già note, che hanno portato a indagare Rocchi stesso e il suo secondo, Andrea Gervasoni, oltre ai “varisti” Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo (e a Daniele Paterna per falso ai pm). Ma anche altri match. Come Inter-Roma di un anno fa: «Fatti i fatti tuoi» avrebbe risposto il Var al suo assistente che segnalava il fallo sul nerazzurro Bisseck, per il teste «su indicazione del supervisore Gervasoni». Audio Var non rinvenuto.
Gli indagati sono tutti arbitri
Al momento nell’inchiesta gli indagati iscritti sono cinque. Tutti arbitri: nessun club, compresa l’Inter, è per ora coinvolto. Ci sarebbero persone ancora «da identificare» nell’indagine, verosimilmente la controparte del presunto incontro a San Siro del 2 aprile 2025 nell’andata – derby di Milano – di semifinale di Coppa Italia in cui a Rocchi si contesta di aver «combinato» la designazione arbitrale in almeno due partite per evitare fischietti «poco graditi» ai nerazzurri, come si legge nel capo d’imputazione di Rocchi.
Indagine nata dall’esposto del tifoso-avvocato veronese Croce
L’indagine, si è chiarito, è nata nel 2024. Dopo l’esposto del tifoso-avvocato veronese Croce per «il dolo» nel mancato intervento della gomitata di Alessandro Bastoni a Duda in Inter-Verona e l’esposto dell’ex guardalinee di serie A e accusatore del mondo arbitrale, Domenico Rocca. Ma a dare il boost all’indagine ci sono state, tra i primi, le segnalazioni dell’ex arbitro Eugenio Abbattista che poi avrebbero trovato un riscontro investigativo nell’attività della procura. Compresa l’acquisizione, con un ordine di esibizione della Gdf, delle telecamere della sala Var di Lissone degli ultimi mesi. Filmati e audio dai quali si evince anche la «bussata» al vetro – pare non l’unica – di Rocchi durante Udinese-Parma per condizionare la decisione su un rigore al Var Daniele Paterna.
Giovedì il giorno della verità
Giovedì è un giorno cruciale nell’inchiesta in cui la procura dovrebbe svelare le carte durante gli interrogatori di Rocchi e Gervasoni. Se il primo, difeso dall’avvocato Antonio D’Avirro, dovrebbe scegliere il silenzio, Gervasoni, come precisato dal legale Michele Ducci, no: «Pensiamo di rispondere al pm».