Corriere della Sera, 28 aprile 2026
Bancomat preme per il circuito italiano
Bancomat chiede alle banche italiane di far spazio al circuito nazionale sulle carte. Nelle ultime settimane la società avrebbe infittito i dialoghi con diversi istituti che hanno al momento accordi di esclusiva con le reti di pagamento internazionali, Visa e Mastercard. L’obiettivo è quello di replicare l’intesa raggiunta pochi mesi fa con Monte dei Paschi di Siena che ha inserito nell’offerta una carta di debito con il doppio circuito, nazionale ed estero (cosiddetto co-badging), allineandosi a Intesa e Bpm.
La spinta di Bancomat si inserisce in una più ampia tendenza in atto a livello europeo e globale. Dopo anni di declino a favore dei circuiti statunitensi, ormai predominanti in tutto il mondo, negli ultimi tempi le reti di pagamento nazionali sono tornate in auge. «Le attuali tensioni con gli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump hanno rafforzato l’idea che alcuni servizi potrebbero essere bloccati o soggetti a condizioni», ha detto Philippe Laulanie, ceo del circuito francese Carte Bancaires, in una recente intervista al Financial Times. All’inizio dell’anno, così, le banche britanniche hanno lanciato un progetto per ricreare un circuito domestico in Regno Unito, dove il 95% dei pagamenti è gestito da Visa e Mastercard. Alcuni governi hanno poi iniziato a incoraggiare il co-badging e qualche Paese potrebbe anche renderlo un requisito di legge, seguendo l’esempio proprio degli Stati Uniti, dove la presenza di due circuiti sulle carte di debito è obbligatoria per motivi di concorrenza e sicurezza. Proposte in questo senso circolerebbero anche in ambienti politici italiani.
I circuiti nazionali stanno intanto lavorando per farsi trovare pronti a cogliere «lo spirito del tempo» – quello della globalizzazione controllata o regionalizzazione – aggiornando la loro gamma di servizi per recuperare il ritardo tecnologico accumulato rispetto ai colossi Visa e Mastercard. Bancomat ha per esempio avviato una profonda revisione strategica, sostenuta dal fondo Fsi, primo azionista, e guidata dall’ad Fabrizio Burlando. Oltre a premere per recuperare quote di mercato nelle carte, fisiche o digitalizzate, la società ha spinto sul servizio di pagamento via app Bancomat Pay, che si avvicina a superare PayPal per numero di utenti attivi in Italia (oltre 20 milioni). Sta lavorando per lanciare nuovi prodotti come la stablecoin Eurbank e per allargare il raggio di azione al di fuori dei confini nazionali tramite accordi di interoperabilità con le altre reti di pagamento domestiche europee.
Nel 2025, intanto – grazie in parte anche alla rimodulazione delle commissioni – i ricavi di Bancomat sono saliti del 70% a 89,4 milioni e il margine operativo è più che raddoppiato a 15,3 milioni.