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 2026  aprile 28 Martedì calendario

I gran cervelli della Columbia che circondavano FD Roosevelt

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Mentre gli editori di cui abbiamo parlato (Hearst, Chandler, Reid) rappresentavano il vecchio mondo che resisteva, Berle e Tugwell erano gli architetti del nuovo mondo.

1. Adolf Berle (1895–1971)
Era il giurista del gruppo, un “bambino prodigio” che si era laureato ad Harvard a 18 anni.
La sua teoria: Insieme a Gardiner Means, scrisse il libro rivoluzionario The Modern Corporation and Private Property. Sosteneva che la proprietà delle aziende si fosse separata dal controllo: i manager avevano il potere, ma non rispondevano a nessuno.Cosa fece per FDR: Fu l’architetto della regolamentazione dei mercati finanziari. Se oggi esistono regole contro i monopoli e una maggiore trasparenza nelle borse, lo dobbiamo in gran parte alle sue analisi. Era l’uomo che voleva “civilizzare” il capitalismo. 2. Rexford Tugwell (1891–1979)
Era l’economista agricolo, il più radicale e, per questo, il più odiato dai nemici di Roosevelt (che lo soprannominarono sprezzantemente "Rex the Red", Rex il Rosso).
La sua visione: Credeva che il mercato libero avesse fallito e che lo Stato dovesse pianificare l’economia, specialmente nel settore agricolo, per evitare sprechi e povertà.Cosa fece per FDR: Fu l’anima del Greenbelt Communities, un progetto per creare città-giardino e reinsediare gli agricoltori poveri in comunità pianificate. Fu anche tra i creatori della Agricultural Adjustment Act (AAA).Il bersaglio perfetto: Per editori come Hearst e Patterson, Tugwell era l’esempio vivente della “minaccia socialista” alla Casa Bianca. Roosevelt fu costretto a “nasconderlo” o spostarlo di ruolo diverse volte per proteggere l’amministrazione dagli attacchi mediatici.
Perché erano così importanti?
Prima di loro, i presidenti americani si consultavano con politici o banchieri. Roosevelt fu il primo a portare i professori universitari nel cuore del comando.
Berle si occupava di potere industriale e finanza.Tugwell si occupava di pianificazione sociale e agricoltura.Insieme a un terzo professore della Columbia, Raymond Moley (che però in seguito ruppe con FDR diventando suo critico), formarono la “centrale operativa” che scrisse i primi discorsi della campagna del 1932 e i decreti dei primi “Cento Giorni”. Il legame con i giornalisti
È interessante notare come i giornalisti che hai citato prima (come Ernest K. Lindley o Heywood Broun) fossero spesso gli unici a trattare con rispetto questi “professori”, spiegando al pubblico che le loro non erano astrazioni accademiche, ma soluzioni pratiche alla fame e alla disoccupazione. Al contrario, la “stampa nemica” li dipingeva come accademici con la testa tra le nuvole che volevano trasformare l’America in un laboratorio sovietico.
Secondo te, il fatto che Roosevelt si circondasse di “tecnici” della Columbia è stato un punto di forza o ha finito per isolarlo troppo dalla politica tradizionale?