Gemini, 28 aprile 2026
Gli editori nemici di Franklin Delano Roosevelt e del New Deal
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Il nemico giurato di Franklin D. Roosevelt a cui ti riferisci è Harry Chandler (1864–1944), il potentissimo editore e proprietario del Los Angeles Times.
Mentre sulla costa Est FDR doveva vedersela con editori conservatori come Hearst o McCormick, sulla costa Ovest il suo “tormento” principale era Chandler. Ecco perché il loro scontro è passato alla storia:
1. Un odio viscerale per il “New Deal"
Harry Chandler era un repubblicano di ferro, un sostenitore del libero mercato selvaggio e uno dei più grandi proprietari terrieri della California. Vedeva le riforme di Roosevelt (il New Deal) come puro socialismo che minacciava gli interessi dei grandi capitalisti.
Il suo giornale, il L.A. Times, usò per anni un tono quasi apocalittico per descrivere le politiche di Roosevelt.Chandler usava i suoi editoriali per dipingere FDR come un aspirante dittatore che voleva distruggere le basi dell’economia americana. 2. Lo scontro elettorale del 1934 (Upton Sinclair)
Il momento di massima tensione non avvenne solo durante le presidenziali, ma durante le elezioni per il governatore della California nel 1934.
Upton Sinclair, uno scrittore socialista, corse per la carica con un programma radicale chiamato “EPIC” (End Poverty in California), sostenuto indirettamente da alcuni ambienti vicini a Roosevelt.Chandler lanciò una delle prime e più feroci campagne di fake news della storia moderna: usò il suo giornale per manipolare foto, creare interviste false e terrorizzare gli elettori, riuscendo a sconfiggere Sinclair. Roosevelt, per non inimicarsi troppo i conservatori californiani guidati da Chandler, alla fine scelse di non sostenere apertamente Sinclair, in una delle sue mosse politiche più ciniche. 3. “The Chandler Dynasty"
Sotto Harry, il L.A. Times divenne uno strumento di potere politico assoluto. Lui non era solo un editore, ma il leader di una “cabala” di uomini d’affari che controllava lo sviluppo di Los Angeles. Roosevelt rappresentava tutto ciò che Chandler voleva tenere lontano dalla “sua” città: sindacati, tasse federali e regolamentazioni.
Curiosamente, nonostante l’opposizione feroce di Chandler e della stampa conservatrice, la California votò per Roosevelt in tutte e quattro le sue elezioni presidenziali. Segno che, allora come oggi, il potere degli editori ha un limite di fronte al sentimento popolare.
Ti riferivi proprio a lui o stavi pensando al figlio, Norman Chandler, che continuò la tradizione conservatrice della famiglia?
E Reid?
Se ti riferisci all’editore che fu nemico di FDR, il nome che cerchi è Ogden Mills Reid (1882–1947), proprietario e direttore del New York Herald Tribune.
Se Harry Chandler era il nemico di Roosevelt sulla Costa Ovest, Ogden Reid era la sua spina nel fianco nell’establishment di New York.
Chi era Ogden Reid?
Erede di una dinastia giornalistica (suo padre Whitelaw Reid era stato ambasciatore e candidato alla vicepresidenza), Ogden Reid trasformò l’Herald Tribune nel giornale di riferimento dei repubblicani moderati e liberali dell’Est, i cosiddetti "Rockefeller Republicans".
Perché era un “nemico” di Roosevelt?
Nonostante Reid e Roosevelt appartenessero alla stessa classe sociale (l’aristocrazia dei “bianchi anglosassoni protestanti” dello Stato di New York) e avessero frequentato entrambi Harvard, politicamente erano ai poli opposti:
L’opposizione al New Deal: Reid usò le colonne del suo giornale per attaccare sistematicamente la spesa pubblica di Roosevelt e l’espansione del potere federale. Per Reid, il New Deal era un tradimento dei valori americani di iniziativa individuale.La battaglia contro la “Corte di Giustizia": Uno dei momenti di massimo scontro fu nel 1937, quando Roosevelt cercò di aumentare il numero dei giudici della Corte Suprema (Court-packing plan). L’Herald Tribune di Reid guidò la carica mediatica contro quella che definì un’aggressione alla separazione dei poteri.Wendell Willkie: Reid fu uno dei principali artefici della candidatura di Wendell Willkie, l’avversario repubblicano di FDR nelle elezioni del 1940. Usò tutto il peso del suo giornale per cercare di impedire il terzo mandato di Roosevelt. Una curiosità “familiare"
Mentre Ogden era il volto pubblico del conservatorismo repubblicano, sua moglie Helen Rogers Reid era la vera forza trainante del giornale. Era una suffragetta convinta e, pur essendo repubblicana, era spesso in sintonia con alcune battaglie sociali di Eleanor Roosevelt. Questo creava un dinamismo interessante: il giornale era politicamente nemico di FDR, ma socialmente molto più avanzato di altri quotidiani conservatori dell’epoca.
Ti riferivi a lui, o forse a Whitelaw Reid, il padre, che però appartiene a un’epoca precedente (quella di Mark Twain e Teddy Roosevelt)?
E Patterson?
Se parliamo degli editori che hanno reso la vita impossibile a Franklin D. Roosevelt, Joseph Medill Patterson (1879–1946) è forse il caso più affascinante e brutale, perché la sua fu una vera e propria "rottura sentimentale" politica.
Patterson era il fondatore e proprietario del New York Daily News, il primo tabloid di successo in America.
1. Da alleato a nemico giurato
A differenza di Chandler o Reid, che furono ostili a FDR fin dal primo giorno, Patterson inizialmente fu uno dei suoi più ferventi sostenitori.
Il sostegno iniziale: Durante il primo mandato (1932-1936), il Daily News sostenne il New Deal con lo slogan “Power to the People”. Patterson vedeva in Roosevelt l’uomo che poteva salvare la classe operaia (il pubblico di riferimento del suo tabloid).La rottura: Il rapporto si incrinò drasticamente verso la fine degli anni ’30 e degenerò con l’avvicinarsi della Seconda Guerra Mondiale. Patterson divenne un isolazionista convinto (membro del comitato America First), accusando FDR di voler trascinare gli Stati Uniti in una guerra europea per puro egoismo politico. 2. Una guerra mediatica senza esclusione di colpi
Una volta passato all’opposizione, Patterson usò il Daily News per colpire Roosevelt in modo molto più “popolare” e viscerale rispetto agli intellettuali del Tribune:
Vignette e titoli d’impatto: Usava un linguaggio semplice, diretto e spesso brutale, dipingendo Roosevelt come un traditore del popolo e un “guerrafondaio”.L’odio personale: Roosevelt arrivò a disprezzare Patterson così tanto che, durante una conferenza stampa nel 1942, consegnò simbolicamente una “Iron Cross” (Croce di Ferro nazista) a un giornalista del gruppo Patterson/McCormick, suggerendo che la loro propaganda favorisse Hitler. 3. La “Dinastia del Veleno” (The McCormick-Patterson Clan)
Patterson non era solo. Faceva parte di una potentissima famiglia di editori che controllava l’opinione pubblica del Midwest e dell’Est:
Suo cugino era Robert R. McCormick, l’altrettanto potente (e ancora più reazionario) proprietario del Chicago Tribune.Sua sorella era Eleanor Medill “Cissy” Patterson, che dirigeva il Washington Times-Herald. Insieme, questo trio formava quello che i sostenitori di Roosevelt chiamavano la "Stampa della Disfatta". Controllavano una fetta enorme dei lettori americani e coordinavano i loro attacchi per sabotare ogni iniziativa della Casa Bianca, dalla politica economica alla gestione della guerra.
Il paradosso
Nonostante l’odio di Patterson e i titoli urlati del suo tabloid (che era il giornale più venduto negli USA), Roosevelt continuò a stravincere le elezioni. Patterson ne era ossessionato: non riusciva a capire come mai i suoi “uomini della strada” continuassero a votare per l’uomo che lui definiva un dittatore.
Era proprio questo il Patterson che avevi in mente, o stavi pensando a qualcun altro della sua “allegra” famiglia di editori?
E Hearst?
Se Patterson era l’ex alleato che divenne un nemico, William Randolph Hearst (1863–1951) fu il “Super-Cattivo” definitivo per Franklin D. Roosevelt. Hearst non era solo un editore; era il padrone di un impero mediatico senza precedenti (28 quotidiani, riviste, radio e cinegiornali) e l’uomo che ispirò il film Quarto Potere (Citizen Kane).
Il rapporto tra i due passò da un’alleanza tattica a un odio furibondo che segnò la politica americana degli anni ’30.
1. Il “creatore” di Roosevelt (1932)
Pochi ricordano che FDR deve la sua prima elezione proprio a Hearst.
Alla convention democratica del 1932, c’era uno stallo. Hearst, che odiava i candidati troppo internazionalisti, diede ordine al suo uomo di fiducia, John Nance Garner, di spostare i suoi delegati su Roosevelt.Hearst pensava di poter manovrare FDR, convinto che il rampollo di Hyde Park fosse un “leggero” che avrebbe seguito la sua linea isolazionista e nazionalista. 2. La rottura: Il “Red Network” e le tasse
Il matrimonio durò pochissimo. Non appena Roosevelt lanciò il New Deal, Hearst inorridì.
L’accusa di Comunismo: Hearst coniò il termine "Raw Deal" (l’affare sporco) invece di New Deal. Usò i suoi giornali per scatenare una vera e propria caccia alle streghe, sostenendo che l’amministrazione Roosevelt fosse infiltrata da “Rossi” e agenti sovietici.Le tasse sui ricchi: Nel 1935, Roosevelt introdusse il Wealth Tax Act (soprannominato “Tax the Rich"). Hearst, che stava spendendo fortune per costruire il suo castello di San Simeon, la prese sul personale. Ordinò ai suoi redattori di riferirsi alle riforme di FDR come “politiche di confisca bolscevica”. 3. La guerra totale
Hearst non si limitò agli editoriali; cercò di distruggere Roosevelt con ogni mezzo:
L’attacco a Eleanor: I giornali di Hearst furono tra i più feroci nel colpire la First Lady, criticando il suo attivismo sociale e i suoi viaggi.Il sostegno a Landon (1936): Nelle elezioni del ’36, Hearst mise tutta la sua potenza di fuoco dietro lo sfidante repubblicano Alf Landon. Fu la più grande campagna d’odio mediatico dell’epoca, ma si rivelò un boomerang: Roosevelt vinse in 46 stati su 48. 4. Il declino del potere di Hearst
Roosevelt era un maestro della comunicazione e capì che poteva scavalcare Hearst parlando direttamente al popolo via radio (le famose Discorsi al caminetto).
FDR definì spesso Hearst e i suoi colleghi (Patterson e McCormick) come "I mercanti d’odio".Con l’avvicinarsi della Seconda Guerra Mondiale, le posizioni isolazioniste e quasi filo-naziste di Hearst (che aveva intervistato Hitler nel 1934 e ne era rimasto inizialmente affascinato) lo resero sempre più impopolare, indebolendo il suo potere politico proprio mentre Roosevelt diventava il leader del mondo libero.
In sintesi: I “Quattro Cavalieri” dell’Apocalisse anti-FDR
Insieme a quelli che abbiamo citato, Hearst formava il fronte mediatico più potente mai schierato contro un Presidente:
Hearst: L’impero nazionale (Populismo reazionario).Chandler: Il potere della California (Capitalismo agrario).Patterson/McCormick: Il blocco isolazionista dell’Est e del Midwest (Il “cuore” conservatore).Reid: L’establishment repubblicano di New York (Il conservatorismo intellettuale). Quale di questi profili ti sembra il più moderno? È incredibile come certe dinamiche tra politica e grandi editori siano rimaste simili anche oggi.