Il Messaggero, 27 aprile 2026
Fiumicino, balenottere a tre miglia dal molo
Un grande spettacolo al largo di Fiumicino. Ieri mattina, a circa tre miglia dalla costa, nello specchio d’acqua tra il ristorante Bastianelli al Molo e le piattaforme petrolifere, alcuni pescatori dalla loro barca hanno avvistato almeno 4-5 balenottere. Filmate, fotografate, tutto postato a stretto giro sulla chat del gruppo «Fiumicino Ostia pescatori». Incredule le voci dei commenti per la straordinarietà dell’evento, anche per chi è abituato a catturare alla traina esemplari di certe dimensioni, perché trovarsi all’improvviso in mezzo a mastodontici cetacei è qualcosa che non si dimentica. Una scena memorabile, almeno quattro adulti, forse anche con un cucciolo al seguito, si sono prodotti in una danza nel mare calmo.
Corpi scuri emersi in superfice, per poi scivolare sinuosi sotto il pelo dell’acqua scoprendo la coda, con tanto di «soffiata» finale, la colonna di vapore verticale spruzzato dal dorso, capace di raggiungere i sei metri d’altezza. «Non ci credo il commento del pescatore che è riuscito a filmare tutto con il telefono mamma mia, guarda che grandi, è incredibile». Un documento significativo che dimostra come le balenottere siano presenti nei nostri mari, anche a pochi chilometri dalla costa.
«L’anno scorso a luglio mi è successa la stessa cosa racconta Matteo, presente nella chat ero al largo a pescare, sempre sul litorale di Fiumicino. All’improvviso è emersa una gigantesca balenottera, prima ho visto la coda, poi il resto del corpo e la pinna sul dorso. Sarà stata lunga almeno 13-14 metri, ha soffiato ed è sparita. La sorpresa è stata così grande che non ho fatto nemmeno in tempo a prendere il telefono e fare una foto. Pensavo di aver sognato, ma poi un mio amico, anche lui in mare a poca distanza da me, ha detto di averla vista».
Anche se mai con questi numeri e con immagini tanto nitide, non è la prima volta che questi cetacei arrivano lungo i 24 chilometri della costa del Comune di Fiumicino.
Il 6 giugno del 2024 sulla spiaggia di Passoscuro, davanti allo stabilimento Nautin Club, è spiaggiato un cucciolo morto di balenottera lungo alcuni metri. Era privo della testa e della coda, secondo il biologo Valerio Manfrini, si trattava del piccolo di un «misticete», balenottera comune. Il 30 aprile del 2020 altro spiaggiamento, stavolta davanti allo stabilimento Glauco di Fregene. Un cucciolo di balenottera minore della lunghezza di 240 centimetri e del peso di 250 chili.
«Una specie rara, occasionalmente avvistata nel Mediterraneo, nel Mar Ligure o nel Tirreno settentrionale», aveva commentato Miriam Paraboschi, biologa marina e presidente dell’associazione Accademia del Leviatano onlus. Con ogni probabilità la stessa balenottera vista nel porto di Anzio una decina di giorni prima mentre nuotava nei pressi delle imbarcazioni, un fatto insolito che faceva pensare già pensare a un triste epilogo per l’animale. Ancora un precedente il 5 maggio 2008, questa volta a Focene davanti allo stabilimento Waterfront. Intorno alle 13.30 si è avvicinata a meno di 100 metri dalla battigia, forse per inseguire un branco di sardine, numerosissime in quel momento in mare, un’altra meravigliosa balenottera. Non sembrava ferita, né disorientata e dopo un paio di soffioni, ha preso il largo facendo rotta verso Fiumicino. Ma il caso più eclatante, di cui almeno si ha memoria, risale ai primi anni ’70, sempre sulla spiaggia di Fregene. All’inizio dell’estate sulla riva dello stabilimento il Gabbiano, oggi Levante, arrivò una gigantesca balena viva. Scattarono i tentativi di soccorso, allora molto artigianali. Per un paio di giorni ci fu una mobilitazione generale che coinvolse mezzo centro balneare. Si provò a fare di tutto per riportarla in mare verso il largo ma non ci fu niente da fare. E la grande balena, lunga quasi 18 metri, non riuscì a sopravvivere, rimando poi per giorni sulla spiaggia.