corriere.it, 27 aprile 2026
Fiorello contro la Rai per la vendita del Teatro delle Vittorie: «È un crimine»
Due grandi cartelli, «questo teatro non si dovrebbe vendere!» e un appello direttamente sul posto, lo storico Teatro delle Vittorie nel quartiere Prati di Roma, cuore produttivo della televisione italiana. Lo fa lo showman Fiorello, affiancato dal suo collega di trasmissione su Rai Radio 2 Fabrizio Biggio: in un video sui social i due rilanciano la notizia dell’imminente vendita del teatro e chiedono alla Rai un passo indietro.
«Siamo davanti Teatro delle Vittorie – dice Fiorello via telefonino -, questo teatro non è in vendita e non si dovrebbe vendere, la puntata di oggi della “Pennicanza” la inizieremo proprio da qua, appuntamento alle 13.45: siamo venuti qui sul luogo, io lo chiamo un crimine contro la storia dello spettacolo italiano, non si dovrebbe neanche pensare di venderlo per quello che si è vissuto là dentro, il grande varietà, il grande “Fantastico” di Raffaella Carrà, Baudo, Mina, tutti i grandi dello spettacolo italiano sono stati qua. A dopo!»
La decisione è ufficiale. La Rai ha fissato come scadenza per le offerte il termine del 22 maggio e poi il teatro – per decenni casa dei grandi volti e show dello spettacolo italiano e anche in tempi più recenti sfondo di trasmissioni di successo come «Affari Tuoi» di Amadeus e Stefano De Martino – potrebbe passare di mano. Un’idea non recente, quella di dismettere la sala, tanto che tanti nomi del mondo dello spettacolo, e non solo, si erano già mobilitati con una petizione su Change.org: tra i firmatari dell’appello per fermare la vendita della struttura e intitolarlo a Pippo Baudo il conduttore Flavio Insinna, il direttore d’orchestra Enrico Melozzi e lo scenografo Gaetano Castelli.
«Il teatro delle Vittorie non è solo un immobile – scriveva nella petizione il comitato “Salviamo il Tdv” che riunisce anche dipendenti della tv pubblica – è una parte viva della memoria e della capacità produttiva del servizio pubblico. Chiediamo che venga fermata ogni ipotesi di vendita e che si apra subito un percorso trasparente di rilancio, con risorse, tempi e obiettivi chiari. Dal dimenticare i “gioielli di famiglia” a dimenticare la storia il passo è breve».
E ora la mossa di Fiorello, che proprio in Rai è di casa: la trasmissione di oggi 27 aprile, ha annunciato, si svolgerà in via Col di Lana, dove rinnoverà la richiesta di fare marcia indietro.
La Rai: «Costi di gestione troppo alti»
La Rai, in ogni caso, conferma la decisione e in una nota motiva: «La messa in vendita del Teatro Delle Vittorie rientra negli obiettivi di un piano immobiliare che – unico nella storia Rai – guarda al futuro, non solo a Roma, con significativi interventi tecnologici volti alla completa modernizzazione e trasformazione in Digital Media Company. Per quanto riguarda il Teatro Delle Vittorie – pezzo importantissimo della storia Rai – tutte le valutazioni tecniche rappresentano da tempo costi di gestione eccessivi e non più sostenibili in virtù della obsolescenza della struttura, delle problematiche di carattere tecnico e impiantistico, dei vincoli e delle limitazioni imposti dal fatto che si trova all’interno di un condominio, e dei problemi di impermeabilizzazione e la conseguente esiguità dei programmi che vi vengono realizzati. Per questi motivi, sommati ai costi milionari di manutenzione, la sua vendita era stata già deliberata dal precedente Cda nel luglio 2022».
«L’obiettivo della Rai non è, dunque, quello di cancellare la propria storia – continua l’azienda della tv di Stato – ma di declinarla al futuro, razionalizzando al meglio le proprie strutture, investendo in profondi cambiamenti, come sta accadendo con il potenziamento tecnologico e d’avanguardia di Saxa Rubra, la riqualificazione di Viale Mazzini – attesa da decenni – con il concomitante utilizzo della sede di Via Alessandro Severo, già concepita con criteri d’avanguardia – e il completamento degli interventi in via Teulada. Il tutto per introdurre un modello immobiliare più flessibile e adattato alle reali esigenze produttive di un broadcaster moderno, migliorando l’utilizzo degli spazi e la qualità degli ambienti di lavoro per i propri dipendenti».