Corriere della Sera, 27 aprile 2026
Giorgetti preme sulla Ue
«L’Europa deve essere più flessibile. Spero che la consapevolezza e il realismo prevalgano rispetto a una ottusa visione che non è neppure ideologica, ma freddamente burocratica». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ieri mattina nella sua Varese, all’assemblea annuale della Confagricoltura locale. Il ministro, reduce dalla delusione per aver mancato di un soffio l’uscita dalla procedure europea d’infrazione per deficit eccessivo, è alle prese con le coperture da trovare per il Consiglio dei ministri in vista dell’1 maggio, che presenta un menù ricco e oneroso: decreto legge con i sostegni al lavoro; piano casa; proroga del taglio delle accise sui carburanti. Servirà complessivamente più di un miliardo. Ma prima Giorgetti dovrà affrontare la discussione parlamentare sul Documento di finanza pubblica, sul quale Camera e Senato voteranno giovedì le risoluzioni. Il ministro sarà audito domani dalle commissioni Bilancio e troverà una maggioranza dove emergono posizioni diverse su cosa scrivere nella risoluzione che impegna il governo.
La Lega, annuncia Claudio Borghi, «insisterà per inserire l’abbandono del patto di Stabilità Ue, anche unilateralmente, qualora l’Europa non dovesse dare risposte». Ipotesi liquidata dal responsabile Economia di Fratelli d’Italia, Marco Osnato, che invita a «evitare voli pindarici o fuochi d’artificio», mentre Raffaele Nevi per Forza Italia frena: «Ci sono problemi da considerare. Meglio costruire percorsi più condivisi con l’Ue per evitare contraccolpi, uno su tutti lo spread».
Di sicuro il governo non intende mandare segnali sbagliati ai mercati, giocandosi i buoni risultati ottenuti su rating e spread. Per i provvedimenti del primo maggio cercherà quindi le risorse nelle pieghe del Bilancio. Ma, anche se riuscisse a trovarle, il problema si riproporrebbe, quando, in corso d’anno, serviranno altri interventi contro il caro carburanti e bollette. Senza contare che la manovra di finanza pubblica per il 2027, l’ultima prima delle elezioni politiche, difficilmente potrà essere fatta rispettando i vincoli del patto di Stabilità.
Giorgetti ha già posto il tema della flessibilità in sede europea. E tornerà alla carica nelle riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin il 4 e 5 maggio, sperando che si allarghi il fronte dei Paesi che premono sulla commissione Ue affinché si tenga conto delle circostanze eccezionali causate dalla guerra in Medio Oriente. L’Ue, ha detto ieri Giorgetti, è disposta a concedere deroghe sugli aiuti di Stato per i settori dei trasporti, agricoltura e pesca, ma solo per i Paesi che non sono in procedura per deficit eccessivo e quindi se ne avvantaggerebbe per esempio la Germania. Ma il ministro non dispera di riaprire la partita: «Non siamo soli, diversi Paesi hanno questo problema e hanno chiesto una valutazione diversa», così come resta la richiesta presentata a Bruxelles da Italia, Spagna, Portogallo, Austria e questa volta anche la Germania per avere il via libera alla tassazione degli extraprofitti delle società energetiche.