Corriere della Sera, 27 aprile 2026
Torino, Resistenza sfregiata. Omaggi al Duce a Dongo e Predappio
Il giorno dopo le celebrazioni del 25 Aprile, cui hanno partecipato in tutta Italia centinaia di migliaia di manifestanti, ma che sono state segnate anche da alcuni gravissimi atti di intolleranza e in un caso, a Roma, dal ferimento di due persone, nuovi episodi di provocazioni e vandalismo politico si sono registrati ieri.
Una lapide in memoria dei partigiani è stata bruciata nella notte nel quartiere Vanchiglia di Torino. «La lapide di largo Montebello è stata collocata negli anni 50 dal Partito socialista, dal Partito comunista e dalla Dc – ha detto Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7 —. Ogni anno celebriamo i caduti con l’Anpi e la cittadinanza. Questo atto di vandalismo e provocazione politica non verrà tollerato».
A Dongo, in provincia di Como, alcuni militanti neofascisti hanno commemorato con la chiamata del «presente», seguita dai saluti romani, i gerarchi fascisti che in fuga con Mussolini verso la Svizzera furono catturati e fucilati dai partigiani, mentre nella vicina piazza, separati dalle forze dell’ordine, diverse centinaia di antifascisti hanno preso parte alla contromanifestazione promossa dall’Anpi e dalla Cgil, cui ha partecipato anche l’europarlamentare di Avs Ilaria Salis.
Sempre sul lago di Como, a Giulino di Mezzegra, 200 neofascisti si sono radunati nel luogo dove vennero fucilati Mussolini e Claretta Petacci. Sul sagrato della Chiesa il parroco don Ferruccio Ortelli ha benedetto il labaro dell’associazione combattenti e reduci della Repubblica sociale. Anche qui una contestazione, senza incidenti, ma a essere identificati dalla Digos sono stati alla fine gli antagonisti.
Come già in passato, a Predappio, si è svolta la manifestazione commemorativa della morte di Mussolini il 28 aprile 1945. Il corteo, di circa 150 persone, aperto da tre corone d’alloro, una lunga bandiera tricolore e labari di varie associazioni, ha raggiunto il cimitero di San Cassiano dove si trova la cripta Mussolini. Gli organizzatori hanno chiesto la mano sul cuore e non il saluto romano, ma 5 nostalgici più anziani non hanno rispettato le indicazioni e sono stati identificati dalle forze dell’ordine.
L’Anpi di Napoli ha denunciato un episodio di matrice fascista: una svastica nera nazista è stata apposta sull’affissione della sezione Anpi di Portici Ciro Siciliano. Mentre a Pescara a essere vandalizzata è stata la sede di Fratelli d’Italia, con il disegno di una falce e martello e la scritta «Acab» sulla saracinesca.