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 2026  aprile 27 Lunedì calendario

Trump, dopo la sparatoria, fa il moderato

«È stato molto inaspettato», dice Donald Trump ai giornalisti alle 22.31 di sabato, meno di due ore dopo l’attentato, quando prende la parola dal podio della briefing room della Casa Bianca. «Questo era un evento dedicato alla libertà di espressione e avrebbe dovuto mettere insieme persone dei due partiti e membri della stampa. E in un certo senso lo ha fatto». Trump è ancora in smoking, circondato dai suoi ministri: il capo dell’Fbi Kash Patel, il ministro della Giustizia Todd Blanche, il vicepresidente JD Vance alle sue spalle. Di fianco ci sono il capo del Pentagono Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario dalla Sicurezza interna Markwayne Mullin, la portavoce Karoline Leavitt e la first lady Melania Trump. Il marito dice che è molto turbata dall’attentato; lei, interrogata da un giornalista di Fox News, preferisce non fare dichiarazioni.
Il presidente spiega la dinamica dell’attentato ai reporter che in quel momento hanno ancora pochi dettagli, sottolineando che un agente, colpito, si è salvato grazie al giubbotto antiproiettile (aggiunge di averlo chiamato per dirgli «che gli voglio bene e ho rispetto per lui»).
Racconta che il rumore degli spari gli era parso all’inizio quello di un vassoio che cade a terra. «Ma era una pistola. E alcuni lo hanno capito abbastanza presto, altri no. Io guardavo per vedere quello che stava succedendo. Probabilmente avrei dovuto abbassarmi anche più in fretta». E spiega che avrebbe voluto tornare nella sala della cena perché – come ha ribadito ieri in un’intervista con Fox News – «non bisogna lasciare che questi criminali cambino il corso del nostro Paese». «Ho lottato in modo infernale per restare, ma il protocollo non lo ha permesso». Ha scherzato che aveva previsto di pronunciare alla cena «il discorso più inappropriato mai fatto», ma si è ritrovato a dover fare un discorso diverso, «un discorso d’amore. E forse è meglio così».
Trump ha promesso che la cena verrà ripetuta, entro un mese. E il suo tono ritrova riscontri positivi in alcuni suoi interlocutori su Fox e Cbs News. Ma Maria Bartiromo di Fox afferma che la violenza politica «non è uguale da entrambe le parti» ed è soprattutto contro Trump e i suoi sostenitori; un commentatore di Real America’s Voice accusa «molti dei presenti alla cena» di essere «in parte responsabili per quanto accaduto, per aver promosso per anni odio contro Trump»; invece una commentatrice sulla tv di sinistra MS Now afferma che è Trump ad aver promosso l’odio politico.
Alle domande dei giornalisti su come si spieghi questo terzo attentato contro di lui, Trump replica che la sua è «una professione pericolosa»: «Ho studiato i tentati assassinii... le persone di maggiore impatto, le persone che fanno di più sono quelle che vengono prese di mira». E ha citato Abraham Lincoln come esempio. Il presidente ha detto subito che l’attentatore sarebbe un «lupo solitario» e «una persona malata» e di non credere che ci siano legami con la guerra in Iran. Il giorno dopo, ha sottolineato il carattere «fortemente anticristiano» dell’attentatore: una persona «che aveva grossi problemi nella vita» e «forse i familiari avrebbero dovuto denunciarlo in modo più forte, ma è difficile farlo».
Mentre si diffondono critiche sulla sicurezza insufficiente dell’evento, il presidente elogia invece i servizi segreti: «Hanno agito molto rapidamente, sono rimasto molto colpito». Benché l’attentatore corresse come «un atleta dell’Nfl» (football americano, ndr), non è arrivato «nemmeno vicino alle porte» della sala e «se anche l’avesse fatto ci sarebbero stati molti altri livelli di sicurezza». Poi afferma: «Dobbiamo risolvere le nostre differenze: repubblicani, democratici e indipendenti». E conclude che quest’attentato dimostra la necessità di una nuova sala da ballo alla Casa Bianca: «Una stanza più grande e molto più sicura. A prova di droni, a prova di proiettili. Serve una sala da ballo». Verrà sviluppata d’accordo con servizi segreti e militari – spiega Trump – sottolineando come un hotel con mille stanze per gli ospiti non possa mai garantire la stessa sicurezza e che intende inaugurare la sala da ballo entro il 2028 (benché stia incontrando ostacoli legali). «L’unica cosa buona è che adesso tutti possono vedere quanto sia necessaria».