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 2026  aprile 26 Domenica calendario

Mercenari colombiani combattono in Sudan

Due rapporti recenti ribadiscono la presenza di mercenari colombiani che combattono nella guerra civile in Sudan a fianco dei paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf ) contro l’esercito.
Secondo l’indagine del Conflict Insights Group, rilanciata dalla Bbc, gli ex militari sudamericani sono associati al “Global security services group”, società con sede negli Emirati Arabi – sostenitori delle Rsf – e con legami documentati con alti funzionari del governo emiratino che li avrebbero fatti portare in Sudan. Dove i colombiani schierati con le Rsf hanno pilotato droni e usato l’artiglieria per colpire obiettivi civili come ospedali, scuole e mercati. Inoltre i mercenari colombiani sono stati anche istruttori di bambini soldato. Una ulteriore spiegazione di come il conflitto sanguinosissimo, iniziato il 15 aprile 2023, abbia provocato la più grave crisi umanitaria del pianeta.
I colombiani, in particolare, hanno aiutato le Forze di supporto rapido a sfondare le difese dell’esercito dopo 18 mesi di assedio e a conquistare lo scorso ottobre la città di El-Fasher, capitale del nord Darfur. Dopo la conquista, le Rsf hanno compiuto massacri e violenze tremende sui civili. Grazie al tracciamento di più di 50 cellulari di mercenari colombiani in Sudan tra aprile 2025 e gennaio 2026, il tracciamento dei voli, usando immagini satellitari, video sui social media, notizie e articoli accademici a sostegno della analisi, il rapporto descrive in dettaglio il percorso dei colombiani in varie basi militari: prima ad Abu Dhabi, poi a Bosaso, in Somalia, ospiti del governo regionale del Puntland (sostenuto sempre dagli emiratini) poi a Kufra, in Libia. Chi li ha portati in Darfur? Secondo il rapporto del Panel di esperti Onu sulla Libia, sono stati trasportati dal battaglione libico Subul al-Salam, agli ordini del generale Haftar che da Bengasi comanda la Libia orientale e meridionale.
Haftar più volte accusato di sostenere le Rsf sudanesi, è anch’egli sostenuto dagli emiratini ed è in ottimi rapporti di affari con il clan Dagalo che guida le Rsf. Secondo gli esperti Onu, il battaglione libico ha inoltre supportato le operazioni delle Rsf nel giugno 2025 schierando unità a terra, fornendo combattenti e «scortandoli attraverso il territorio libico e facilitando l’accesso a carburante e pezzi di ricambio per veicoli». Il suo sostegno ha consentito l’avanzamento dei paramilitari nell’area di Uwaynat, un triangolo di confine strategico nel Sahara dove si incontrano Sudan, Egitto e Libia.
Negli ultimi mesi l’esercito ha cercato di interrompere i rifornimenti. A novembre ha lanciato attacchi aerei contro veicoli e combattenti stranieri all’interno della Libia diretti ai paramilitari, si legge nel rapporto. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad aziende e individui colombiani per presunti legami con l’invio di ex ufficiali colombiani a combattere al fianco delle Rsf in Sudan. La guerra ha causato almeno 59mila morti e secondo l’Unhcr circa 560mila rifugiati sudanesi sono entrati in Libia dall’inizio del conflitto nell’aprile 2023.