Il Messaggero, 25 aprile 2026
Fed, Powell archiviato. Warsh verso la nomina
Per un anno Donald Trump ha fatto di tutto per convincerlo ad abbassare i tassi. E lui, Jerome Powell, presidente uscente della Federal Reserve nominato dallo stesso Trump, aveva resistito, spiegando più volte che la Banca centrale americana avrebbe deciso in modo indipendente, senza pressioni politiche.
LA RISTRUTTURAZIONE
Poi, l’11 gennaio scorso, il dipartimento di Giustizia ha aperto un’inchiesta penale nei confronti di Powell sull’uso dei fondi, circa due miliardi di dollari, per la ristrutturazione della sede di Washington della Fed. Ieri Jeanine Pirro, procuratrice federale del Distretto di Columbia e amica di vecchia data di Trump, ha annunciato la chiusura dell’indagine senza presentare alcuna imputazione contro Powell: si tratta di un cambio di direzione importante soprattutto per il motivo politico, visto che alcuni senatori hanno chiesto la chiusura dell’indagine come condizione per aprire la strada alla conferma di Kevin Warsh alla Fed.
Il mandato di Powell scadrà a metà maggio. La decisione arriva dopo che un giudice federale, James Boasberg, ha annullato i mandati di comparizione emessi dalla procura a gennaio, definendo l’iniziativa un tentativo di «molestare e fare pressione su Powell affinché cedesse alle richieste del presidente o si dimettesse per far spazio a un presidente della Fed più compiacente». Lo stesso giudice ha rilevato l’assenza di prove di reati.
L’indagine è diventata il principale ostacolo alla conferma di Warsh. Il senatore Thom Tillis, repubblicano della North Carolina e componente chiave della Commissione bancaria del Senato, ha bloccato la nomina dichiarando che non avrebbe sostenuto alcun candidato alla guida della Fed finché l’inchiesta fosse rimasta aperta. Con una maggioranza repubblicana di 13 a 11 in commissione, il voto di Tillis è determinante, soprattutto perché tutti i senatori democratici si erano rifiutati di esaminare la nomina. Warsh è comparso in audizione martedì davanti alla commissione, spiegando di voler essere imparziale e indipendente.
Secondo la Casa Bianca, tuttavia, questa non è affatto la fine dell’inchiesta: sia la portavoce Karoline Leavitt che Pirro hanno precisato che il fascicolo sarà trasferito all’ispettore generale della Fed, già incaricato da Powell di esaminare i costi della ristrutturazione. Per due volte l’ispettore ha esaminato i documenti della ristrutturazione, senza trovare alcun errore. Pirro ha però aggiunto che non esiterà a riaprire l’indagine penale «qualora i fatti lo giustifichino», una formula che ha alimentato i dubbi dei senatori democratici, a partire da Elizabeth Warren, secondo i quali lo schema di pressione politica sull’istituto non è affatto concluso.
LA REAZIONE DEI TREASURY
I mercati hanno reagito positivamente alla notizia: il rendimento del Treasury a due anni è sceso di cinque punti base al 3,78%, segnalando che una parte degli investitori considera Warsh più incline a tagliare i tassi rispetto a Powell. Il termine del mandato di Powell alla presidenza della Fed è fissato al 15 maggio. Se Warsh non dovesse essere confermato entro quella data, Powell ha già annunciato che resterà in carica come presidente facente funzioni: potrà inoltre restare componente del consiglio dei governatori fino al 2028.
Resta invece aperta la vicenda di Lisa Cook, governatrice della Fed nominata da Joe Biden, che nei mesi scorsi Trump ha tentato di rimuovere: la Corte Suprema ha sospeso l’efficacia del licenziamento in attesa di una sentenza attesa entro fine giugno.