Il Messaggero, 25 aprile 2026
La Rai vende il teatro delle Vittorie
La Rai perde per sempre un pezzo della propria storia: il Teatro Delle Vittorie, il teatro di posa di via Col di Lana a Roma da dove Mina, Rafaella Carrà, Pippo Baudo, Corrado, Walter Chiari – solo per citarne alcuni – sono entrati nelle case di milioni di italiani, è ufficialmente in vendita. Lo scorso gennaio dalla Rai erano filtrate, poi smentite, delle voci: «Non è in vendita alcun cespite dell’azienda». Ieri, però, a distanza di tre mesi il Teatro Delle Vittorie è comparso tra gli immobili del patrimonio che l’azienda, intenzionata a fare cassa, ha deciso ufficialmente di cedere.
Si cerca un acquirente, dunque. Non solo per il Teatro Delle Vittorie, ma anche per altri quattordici immobili tra Roma, Milano, Firenze, Torino, Genova, Venezia e Cagliari. A Roma oltre al “Delle”, così come è stato soprannominato il teatro di via Col di Lana da dipendenti e addetti, è stato messo in vendita un terreno di oltre 15 mila mq a Saxa Rubra, gli uffici e i magazzini di via Goiran, gli uffici della stessa via Col di Lana e quelli di via Cadlolo. Un’operazione di «dismissione di immobili non più rispondenti alle esigenze operative» e «datati», l’ha definita l’azienda in una nota, lasciando intendere come il Teatro Delle Vittorie, concepito per la tv di un’altra epoca, quando i programmi erano meno complessi dal punto di vista tecnico, sia incompatibile con la necessità della Rai di puntare su produzioni sempre più complesse e tecnologicamente avanzate.
IL RAMMARICO
Un po’ come un grande fantasista che però, arrivato a fine carriera, non riesce a stare al passo, e quindi meglio cederlo, magari in Arabia: «Non voglio entrare nelle logiche aziendali. Però non posso che essere dispiaciutissimo. Spero solo che non ci facciano un supermercato o un bingo: sarebbe terribile, un delitto», si rammarica Giancarlo Magalli, che al “Delle” esordì nel 1983 accanto a Gianni Boncompagni in Galassia 2, per poi tornarci nel 1996 con Pippo Baudo e Mille lire al mese e poi ancora nel 1997 con Fantastico.
Ma davvero non si poteva trovare una soluzione che consentisse a viale Mazzini di preservare un pezzo della sua storia, trasformando magari il “Delle” in un museo? A Milano l’azienda ha scelto di sacrificare il centro di produzione di Corso Sempione. Dalla vendita dei vari immobili si stimano ricavi per circa 200 milioni di euro. Il potenziale acquirente del Delle Vittorie o degli altri immobili dovrà farsi avanti entro il 22 maggio.
Dalla scheda dell’annuncio relativa allo storico teatro di posa che negli anni ha ospitato le varie edizioni di Canzonissima, Studio Uno di Mina, il Rischiatutto di Mike Bongiorno, Milleluci di Mina e Raffaella Carrà, Fantastico e, dal 2012, Affari Tuoi, si legge che è previsto il «mantenimento della funzione di teatro» con l’«integrazione di funzioni commerciali compatibili», ovvero bar o ristorante. A nulla è servita la mobilitazione di Fiorello e di altri grandi protagonisti dello spettacolo italiano legati all’azienda che quando a gennaio si era sparsa la voce dell’intenzione della Rai di vendere il Delle Vittorie avevano addirittura lanciato e firmato una petizione, arrivata a oltre 1200 firmatari: tra questi anche Flavio Insinna, lo stesso Magalli, Tiberio Timperi, Ema Stokholma. «Non toccate il Teatro delle Vittorie, anzi, intitolatelo a Pippo Baudo», aveva detto Fiorello. E proprio ad agosto il Delle Vittorie aveva ospitato la camera ardente di Baudo. «Buonasera dal Teatro delle Vittorie in Roma», dice ogni sera Stefano De Martino all’inizio di Affari Tuoi, con l’orgoglio e la consapevolezza che di lì è passata, prima di lui, la storia. A lui è stato già comunicato che dalla prossima stagione andrà in onda dagli studi di via Mecenate a Milano.
IL PIANO
La vendita rientra nel Piano industriale 2023-2031, approvato nel 2023 dall’allora Cda Rai. Per quanto riguarda Roma, oltre alla riqualificazione della sede di Viale Mazzini (attesa da decenni), prosegue il potenziamento del polo di Saxa Rubra. Proprio a Saxa Rubra traslocherà Milly Carlucci, che stasera con l’ultima puntata di Canzonissima saluterà per sempre l’Auditorium del Foro Italico, per vent’anni la “casa” di Ballando con le stelle: la Rai ha infatti deciso di interrompere il contratto d’affitto per l’utilizzo dell’auditorium con Sport e Salute, controllata da Ministero dell’Economia, risparmiando così 850 mila euro l’anno. Con questa mossa la Rai promette di «evolvere verso un modello organizzativo più moderno». Pazienza, se il prezzo da pagare è rinunciare alla propria storia.