ilfattoquotidiano.it, 26 aprile 2026
Spari durante la cena di Donald Trump con i corrispondenti alla Casa Bianca
Spari e la nuova paura di un attentato al presidente degli Stati Uniti nel corso della cena con i corrispondenti alla Casa Bianca. Un uomo ospite della struttura, poi identificato con il 31enne Cole Tomas Allen, ha sorpassato di corsa i metal detector dell’hotel Hilton di Washington con un’arma in pugno e ha aperto il fuoco contro un agente del Secret Service, ferendolo, nel tentativo di raggiungere la sala dove si stava tenendo l’evento al quale erano presenti anche Donald e Melania Trump. I colpi d’arma da fuoco, quattro o cinque secondo i presenti, sono stati uditi anche nel salone, tanto che i presenti si sono accucciati sotto ai tavoli, mentre il presidente si è alzato, è caduto ed è stato subito soccorso da agenti dei servizi che lo hanno scortato fuori, illeso. Lo stesso anche per i vari ministri presenti.
La cena è stata cancellata ed è stata riprogrammata, ma il presidente è comunque riapparso in pubblico per tenere un discorso intorno alle 22.30 locali: “È stato molto inaspettato. Questo era un evento dedicato alla libertà di espressione e avrebbe dovuto mettere insieme persone dei due partiti, con membri della stampa. E in un certo senso lo ha fatto”, ha dichiarato nel corso della conferenza stampa che ha tenuto alla Casa Bianca, prima di informare che l’attentatore “aveva molte armi” e che è “una persona malata“. “Un lupo solitario“, lo ha poi definito, sostenendo che quanto accaduto, a suo parere, non ha niente a che fare con la guerra da lui scatenata, insieme a Israele, contro l’Iran.
Il presidente è poi tornato a commentare l’accaduto anche sul suo social Truth, dove ha postato l’immagine dell’attentatore a terra ammanettato: “È stata una serata piuttosto movimentata a D.C. Il Secret Service e le forze dell’ordine hanno svolto un lavoro fantastico. Hanno agito con rapidità e coraggio”. Anche l’agente ferito, ha assicurato, sta bene, salvato dal giubbotto antiproiettile. “Non è la prima volta nell’ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi – ha poi aggiunto – Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti”.
Molti gli elementi di analogia, soprattutto per i corrispondenti più navigati, che hanno riportato alla mente eventi del passato. Non solo il fallito attentato durante un comizio in Pennsylvania, nel 2024, quando il ventenne Thomas Matthew Crooks ha sparato colpi con un fucile Ar-15 verso il presidente ferendolo a un orecchio, o l’attentato, quello sì fatale, all’attivista voce della destra conservatrice, Charlie Kirk, ma anche l’attentato a Ronald Reagan del 1981 per mano di John Hinckley Jr. L’evento di sabato notte si teneva infatti nello stesso hotel, l’Hilton di Washington.
Secondo quanto riporta la Cbs, il 31enne, originario della California, voleva prendere di mira “funzionari dell’amministrazione”, come ha lui stesso ammesso, ma è stato fermato in tempo dalla sicurezza. Agenti dell’Fbi si sono radunati fuori da un’abitazione a Torrance, un sobborgo di Los Angeles, collegata al presunto attentatore. Sul posto è stato istituito un cordone di polizia e si sono radunati numerosi giornalisti e agenti delle forze dell’ordine.