il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2026
Import-escort con grazia
Che qualcosa puzzasse nella grazia concessa in febbraio da Mattarella a Nicole Minetti, cancellandole le due condanne per favoreggiamento della prostituzione e peculato, s’era capito subito. Il Quirinale, contro ogni prassi, l’ha tenuta nascosta finché l’ha scoperta Mi manda Rai3 e il Fatto l’ha rivelata il 10 aprile. La Minetti non aveva scontato un solo giorno dei 3 anni e 11 mesi di pena definitiva e non rischiava il carcere, ma solo i servizi sociali (nel Bengodi italiota i condannati fino a 4 anni non vedono la galera neppure col binocolo). Ma ora, grazie alla formidabile inchiesta a puntate di Mackinson sul Fatto nel silenzio tombale del resto della “informazione”, si scopre che non esistevano neppure gli altri presupposti per graziarla. È falso che, dopo gli errori giovanili del bunga bunga, santa Nicole piena di grazia abbia cambiato vita – come scrivono i legali nell’istanza di grazia – dopo un “contesto di vita definitivamente chiuso”: ha solo trasformato l’esperienza maturata chez B. nel ramo import-escort in un’industria ben più lucrosa grazie ai capitali del compagno Giuseppe Cipriani: alle Baleari nel locale Downtown Ibiza e dal 2018 sul di lui yacht e nel di lui ranch a Maldonado (Uruguay). Cipriani non è il filantropo-mecenate “normoinserito” descritto dai legali: era socio occulto di Epstein, che ospitava per le vacanze e in parte imitava. L’insegna “Gin Tonic” dello yacht e del ranch celava ciò che raccontano alcune testimoni al Fatto: un viavai di squillo, anche minorenni di 15-16 anni, selezionate da “madame” Nicole (“Esta chica me gusta, esta no”), aviotrasportate dall’Argentina, dal Brasile e dall’Italia sul jet privato di Cipriani in barba a leggi e controlli anti-immigrazione (il locale ministero dell’Interno indaga su possibili mazzette alla Dogana), a disposizione di ricchi uomini d’affari e politici.
Poi, come specchietti per le allodole, c’erano i pranzi per i poveri orfanelli dell’Istituto nazionale dell’infanzia serviti dal caritatevole padrone di casa. Fra quei minori c’era anche il bambino di 9 anni gravemente malato (poi forse guarito), posto al centro della domanda di grazia che ha commosso Mattarella, Nordio e la Procura generale di Milano. Questo accadeva al “Gin Tonic”: altro che “il più grande investimento nella storia dell’Uruguay, il progetto dell’Hotel San Rafael” magnificato nella domanda di clemenza per ingannare il Colle, il ministro e il Pg, che si sono bevuti tutto, pur avendo i mezzi per appurarne la falsità (magari con una chiamata alle autorità di Montevideo). Ora non resta che rimediare: se si può, revocando la grazia; se non si può, chiedendo scusa, prima che emergano fatti ancor più gravi. Così magari anche le tv e gli altri giornali potranno finalmente pigolare qualcosa.