repubblica.it, 26 aprile 2026
Tra moglie e marito non mettere un Velázquez
Ci sono coppie che quando divorziano litigano per gli animali domestici o per i libri. Altre lo fanno per un dipinto di Velázquez. E in questo caso l’oggetto della contesa tra moglie e marito finisce al Museo del Prado. È accaduto a Madrid, dove l’imprenditore José María Aristrain de la Cruz, uno degli uomini più ricchi di Spagna, è stato citato in giudizio dalla ex moglie, per aver tenuto un dipinto di Velázquez nella sua villa di Madrid. La donna afferma che si trattava di un regalo per lei e che dunque in caso di divisione dei beni è a lei che il dipinto, rimasto nella residenza del magnate, deve invece andare.
La disputa dal tribunale è finita, curiosamente, al Museo del Prado al quale il giudice ha ordinato di custodire l’opera fino alla risoluzione della controversia. Detto fatto: dal 17 marzo, il dipinto è nel deposito del museo madrileno.
Si tratta di un ritratto di Filippo IV: una replica, con alcune variazioni, di quello già esposto al Prado, nella stessa sala de Las Meninas. Filippo IV è raffigurato in piedi, quasi a grandezza naturale. Il monarca, che all’epoca aveva circa vent’anni, è vestito interamente di nero. Il dipinto ha alle spalle una storia curiosa. Proviamo a ripercorrerla.
Nel dicembre del 2007, viene messo all’asta uno dei pochi dipinti di Velázquez ancora in mani private con un prezzo di partenza di due milioni e mezzo di euro: non è molto per un dipinto di questo tipo, ma il suo stato di conservazione non è buono ed è stato difficile attribuirlo a Diego Velázquez. Nonostante i dubbi, dopo una serie di perizie ne è confermata l’autenticità ipotizzando che il ritratto sia una replica autografa del dipinto conservato al Prado. Tanto che anche Alfonso Pérez Sánchez, direttore del museo madrileno dal 1983 al 1991, lo considera un’opera di Velázquez «ma molto danneggiata e restaurata in modo maldestro». Nonostante ciò, l’asta non attira nessun offerente e nemmeno lo Stato si presenta.
Otto anni dopo, nel 2015, il Velázquez torna all’asta, questa volta con un prezzo di partenza di 750mila euro. E il compratore arriva. Sebbene la sua identità non sia mai stata rivelata, il quadro fu acquistato da Gema Navarro, all’epoca moglie di José María Aristrain, con i soldi del marito. Ecco come il dipinto è entrato a far parte della sua collezione d’arte del magnate spagnolo, classificato da Forbes tra gli uomini più ricchi del Paese con un patrimonio di circa 1,4 miliardi di euro.
Dopo il divorzio, il dipinto era rimasto nel palazzo di Aristrain. La ex moglie lo ha reclamato senza successo e, non avendo accesso all’abitazione, ha presentato una denuncia. Così il tribunale di Madrid ha chiesto al governo di custodire il ritratto fino alla conclusione della controversia. E lo scorso 17 marzo il ministero della Cultura lo ha trasferito nei magazzini del Prado.