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 2026  aprile 26 Domenica calendario

«Piccole banche presidio d’Italia: nelle aree interne valgono il 45% dei prestiti»

Piccolo non è bello: è utile. Va bene il risiko bancario, ma le aggregazioni – con la loro ridondanza di filiali – e l’innovazione tecnologica – che dirada il contatto diretto – rischiano di diventare due fattori d’allarme per il sostegno alla piccola e media impresa e alle famiglie. «Ci vuole un giusto equilibrio tra quello che è sistemico e quello che è di supporto delegato: l’Italia ha tante belle realtà regionali, hanno però bisogno di vicinanza economica e di infrastrutture», osserva Gerhard Brandstätter, presidente della Cassa di Risparmio Bolzano e vicepresidente Acri con delega alle Casse, tra i promotori, con Assopopolari e PriBanks proprio di uno studio sull’impatto di casse, banche popolari e banche private sul Belpaese. La distribuzione per macro-aree indica per queste banche che oltre un terzo degli sportelli (il 33,6%) è situato nel Nord-Ovest, il 18,6% nel Nord-Est, il 17,5% nel Centro 17,8% al Sud e il 12,4% nelle Isole. Presenze che superano quelli delle banche più grandi, soprattutto a Nord Ovest (31,9% per le big), Sud (14,2%) e Isole (7%). E la maggiore sussistenza delle filiali delle «Piccole e medie banche italiane» (Pmbi) si associa al maggiore livello di erogazione creditizia rispetto alla raccolta: complessivamente, i crediti a clientela ammontano a 342 miliardi di euro, pari al 26,0% del totale; i depositi raggiungono la cifra di 350 miliardi (il 23,2% del totale) e il totale dell’attivo i 520 miliardi (il 18,0% del dato complessivo).
Se i piccoli istituti erogano l’83% dei prestiti nei centri e il 16,7% nelle aree interne, le altre banche destinano ai primi ben il 93% del credito ma lasciano alle aree interne soltanto il 7%. Per effetto della diversa distribuzione degli sportelli, e soprattutto della politica di intermediazione, le piccole e medie banche vantano una quota di mercato del 17% dei prestiti nei centri e addirittura del 45,3% nelle aree interne. Inoltre nelle aree interne un finanziamento a clientela su due (e più di un deposito su quattro) sono riconducibili ai piccoli istituti.

«L’Europa dei popoli si costruisce con regioni forti e circuiti forti che hanno bisogno di infrastrutture, ma che nella maggior parte dei casi non possono essere banche di sistema bensì istituti vicini a famiglie e medie aziende», chiosa Brandstätter. Secondo il quale il cliente delle Pmbi cerca e trova in esse risposta fisica, vicinanza, qualità.