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 2026  aprile 26 Domenica calendario

Rocchi indagato per frode sportiva

Se avesse ragione l’inchiesta della Procura di Milano, che notifica al designatore degli arbitri di serie A Gianluca Rocchi un invito a comparire il 30 aprile per l’ipotesi di reato di «concorso in frode sportiva», quasi quasi sarebbe il meno la storia delle ventilate «bussate» alla vetrata della «sala Var» di Lissone, per le quali già l’anno scorso l’ex guardialinee Domenico Rocca aveva tacciato Rocchi (in un esposto senza esito alla giustizia sportiva) di condizionare in diretta talune decisioni dei «varisti» sui falli o no da rigore.
Sarebbe quasi quasi il meno perché, invece, una delle tre condotte ipotizzate ora a carico di Rocchi dal pm Maurizio Ascione adombra addirittura che «il designatore, in concorso con più persone presso lo stadio San Siro durante la gara di andata di Coppa Italia del 2 aprile 2025» tra Inter e Milan, abbia «combinato» o «schermato» la designazione dell’arbitro Daniele Doveri alla direzione della semifinale del torneo il 23 aprile 2025, onde poi – ecco il punto cruciale se fosse vero – assicurare all’Inter direzioni di gara diverse dal «poco gradito» Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A», gare che erano di ben «maggiore interesse per la squadra milanese». Ricostruzione che tuttavia sembra contraddetta dal fatto che tre giorni dopo quel 2 aprile, il 5 aprile, in campionato Parma-Inter ebbe proprio Doveri come arbitro.
Ancora «presso lo stadio San Siro durante la gara di Coppa Italia» Rocchi per la Procura «combinava» la designazione per la partita di campionato Bologna-Inter del 20 aprile 2025 del direttore di gara Andrea Colombo, siccome arbitro gradito all’Inter impegnata nella lotta alla corsa scudetto ormai alle battute finali della stagione calcistica».
Il terzo episodio ipotizzato, invece, arriva dall’esposto sportivo nel quale Rocca l’anno scorso raccontava di decisioni di addetti al Var-Video Assistance Referee stravolte da una asserita prassi di Rocchi: il suo stazionare (a mo’ di supervisionatore non contemplato dal protocollo) dietro la vetrata del salottino centrale che comunica con tutte le salette dell’International Broadcasting Centre di Lissone, ai cui monitor un arbitro (Var) e un assistente (Avar) scrutano con 3 secondi di latenza i filmati delle partite e valutano se indicare all’arbitro in campo di andare a ricontrollare le immagini (Ofr-On Field Review) per decidere se confermare o cambiare la decisione presa a caldo. In Udinese-Parma dell’1 marzo 2025 (1-0 su rigore per un fallo di mano), «in qualità di supervisore Var Rocchi condizionava – secondo la Procura – l’addetto Var Daniele Paterna, inducendo il direttore di gara Fabio Maresca» alla revisione «ai fini dell’assegnazione del rigore alla squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso». Per Rocca il rigore viene concesso «solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza rapidamente dalla postazione per «bussare» più volte (si sente anche nell’audio delle registrazioni) sul vetro della stanza di Paterna (Var) e Sozza (Avar) per richiamare la loro attenzione…, che a loro volta chiameranno l’arbitro per un Ofr e per far assegnare giustamente un rigore che i Var si erano persi…Ma perché in Inter-Roma – domandava polemico Rocca nell’esposto – Gervasoni supervisore di giornata non «bussa» ai Var per far assegnare un rigore netto a favore dell’Inter, errore grave che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato a favore del Napoli?!».
Il filmato di quella sala Var, che l’agenzia Agi ha pubblicato ieri con l’anticipazione dell’invito a comparire di Rocchi per il 30 aprile, mostra Paterna che, orientato a escludere il rigore, si gira però a guardare dietro di sé mentre il suo labiale sembra domandare «è rigore?». A chi lo chiede? A Rocchi dietro la vetrata, sostiene Rocca. Paterna è stato convocato come teste dal pm, che però, di fronte ad alcune sue risposte, ha ritenuto di dover interrompere l’audizione e indagare l’arbitro per ipotesi di falsa testimonianza. Quanto a Gervasoni, è sì coindagato (e ieri si è autosospeso) ma non per Inter-Roma, bensì per Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, dove per il pm «con la concessione del rigore alla squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giua incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giua alla revisione ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco».
Non trova invece spazio nell’invito a comparire di Rocchi l’episodio di Inter-Verona dell’8 gennaio 2024 sottoposto dal pm ad altri due «varisti»: e cioè l’omessa chiamata della revisione sulla gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni al gialloblù Duda, «fallo intenzionale in una zona distante dal gioco, da cui seguiva immediatamente la rete decisiva dell’Inter». «Ho deciso di autosospendermi – annuncia Rocchi in serata —, certo che uscirò indenne e più forte di prima». Rocca affida invece ai social una riga soddisfatta : «Chi di spada ferisce, di spada perisce…».