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 2026  aprile 26 Domenica calendario

Iran, Trump blocca i suoi negoziatori

Missione annullata. Il presidente americano Donald Trump lo scrive su Truth quando dalle sue parti è mezzogiorno: «Ho appena cancellato il viaggio dei miei rappresentanti a Islamabad, in Pakistan, per incontrare gli iraniani. Troppo tempo sprecato in viaggio, troppo lavoro! Oltretutto c’è un’enorme lotta intestina e confusione all’interno della loro leadership. Nessuno sa chi sia al comando, nemmeno loro. E poi noi abbiamo tutte le carte in mano, loro nessuna! Se vogliono parlare, non devono far altro che chiamare!!!»
Un’ora prima di annullare la trasferta diplomatica – che avrebbe dovuto aprire la strada al secondo round di colloqui per la pace fra l’Iran e la coalizione Usa-Israele – Trump aveva avuto la conferma che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, arrivato a Islamabad venerdì sera, era ripartito per l’Oman senza aspettare l’arrivo dei suoi due negoziatori. Una mossa che Teheran aveva annunciato ma alla quale forse Washington non aveva creduto fino in fondo. Fatto sta che a quel punto Trump, non avendo interlocutori diretti a Islamabad, ha preferito revocare la missione dell’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e di Jared Kushner, suo genero e consigliere informale. Quindi è saltato tutto: «Si stavano preparando e ho detto: no, non farete un volo di 18 ore per stare lì a parlare del nulla».
Niente viaggio, dunque. Per ora. Perché da una parte il presidente Usa ha scelto di lasciare aperta la porta del dialogo e dall’altra gli iraniani hanno prima affidato (ai pachistani) i loro desiderata generici, e poi hanno fatto arrivare alla Casa Bianca una proposta più specifica. «Ci avevano dato un documento», svela lo stesso Trump, «e, cosa interessante, nel momento in cui ho annullato il viaggio, nel giro di 10 minuti ne abbiamo ricevuto uno nuovo molto migliore. Hanno offerto molto, ma non ancora abbastanza».
Quindi non sembra essere muro contro muro.
Trump non ha soltanto detto (punti esclamativi compresi) che «se gli iraniani vogliono parlare non devono far altro che chiamare!!!!». Al giornalista Barak Ravid di Axios ha anche risposto alla domanda più importante, e cioè: Adesso riprenderà la guerra? Il tycoon ha detto che «No. Annullare questo viaggio non significa che riprenderà la guerra». O meglio: «Non ci abbiamo ancora pensato».
Dall’altra parte i media sauditi scrivono che Araghchi ha annunciato l’intenzione di tornare a Islamabad «per i colloqui», ma non c’è conferma dall’Iran e, se anche la notizia fosse vera, nessuno indica tempi precisi. Di sicuro il ministro degli Esteri iraniano – lo dice una nota ufficiale dal suo Paese – «ha espresso le posizioni e i commenti di Teheran durante il suo incontro con il comandante dell’esercito pachistano». Considerazioni e richieste scritte, pare.
Una fonte diplomatica non meglio precisata rivela all’agenzia pachistana Efe di nutrire «la speranza di un nuovo ciclo di colloqui bilaterali entro un giorno o due». E l’emittente saudita Al Arabiya si spinge a dire che Araghchi potrebbe tornare già oggi in Pakistan e che, ieri, durante il suo colloquio con gli esponenti del Paese negoziatore, ha illustrato la posizione di Teheran sul cessate il fuoco e ha «preso atto» dei «continui attacchi israeliani contro il Libano». Un punto importante, la questione libanese dove, malgrado la tregua, non cessano gli scontri fra l’esercito israeliano ed Hezbollah, da sempre sostenuto dall’Iran. Proprio ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dato istruzioni alle sue Forze di Difesa di «colpire con la forza gli obiettivi di Hezbollah in Libano». Ma la prima delle richieste presentate dall’Iran al Pakistan (nei giorni scorsi data come condizione per sedersi al tavolo dei negoziati) è la revoca del blocco navale americano sui porti iraniani, e inoltre, gli ayatollah riterrebbero eccessivo l’abbandono completo dell’arricchimento dell’uranio.