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 2026  aprile 26 Domenica calendario

Violenze ai cortei del 25 aprile, condanna bipartisan

«Gesti gravi», «insulti inaccettabili», «clima inquietante». È corale l’indignazione contro le violenze e le tensioni che hanno sporcato la celebrazione del 25 Aprile. Unanime l’appello a ristabilire la pace. In serata, poi, Giorgia Meloni, riepiloga gli episodi accaduti nelle piazze, ma senza citare gli spari di Roma: «Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina, di un popolo aggredito», «sindaci democraticamente eletti insultati», «targhe in ricordo delle Foibe imbrattate», «la Brigata ebraica insultata». E affonda: «Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema».
«Vanno condannati gli episodi di intolleranza e gli insulti di Milano e va fermamente condannata l’aggressione folle a Roma», dichiara Giuseppe Conte, leader del M5S, dopo che le notizie si diffondono. «Un episodio inaudito accaduto tra migliaia di persone sul quale bisogna fare piena luce», sostiene Marta Bonafoni della segreteria Pd, soffermandosi sugli spari.
Invocano «l’unità della politica contro l’odio», Matteo Renzi di Italia viva e Riccardo Magi di + Europa. «Il 25 Aprile dovrebbe essere la festa della democrazia, di tutti – sostiene l’ex premier —. Invece quest’anno è stata segnata da episodi di intolleranza e violenza. A Milano, a Roma, anche con l’aggressione intollerabile ai militanti e dirigenti di +Europa, e a Bologna con l’allontanamento di un nostro iscritto dal corteo per aver portato una bandiera ucraina». Magi richiama al contesto: «Proprio ora che l’Europa e il mondo sono minacciati dalle guerre causate dai nazionalismi, c’è bisogno di unità e ripudio del fascismo».
Anche Antonio Tajani, vicepremier e segretario di FI, condanna le violenze e invoca unità in «quella che dovrebbe essere una festa di tutti gli italiani, una giornata dell’unità nazionale, della democrazia e dei valori sanciti dalla Costituzione».
Ma la celebrazione della Liberazione esaspera sempre i conflitti nei rapporti tra le forze politiche. E quest’anno non fa eccezione. Anzi. La Lega, con una nota, invita «il Pd a controllare meglio con chi scende in piazza, invece di chiedere conto al governo», visto che «problemi e violenze capitano sempre quando manifesta la sinistra». Poi è direttamente Matteo Salvini a sollecitare «il Pd a riflettere sui propri compagni di piazza». Stessa riflessione di Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera: «Al clima di odio contribuisce la sinistra con le sue ambiguità e ipocrisie». Polemico anche Carlo Calenda, leader di Azione, che nell’offrire «solidarietà» ai feriti di Roma e pronunciare «sdegno profondo per questa vergogna», cioè appunto i disordini di Milano, sollecita «la sinistra a non far finta di nulla, altrimenti è complice».
Sull’altro fronte Angelo Bonelli, Avs, fa a sua volta un distinguo: «Condanniamo gli spari contro i militanti dell’Anpi a Roma e gli insulti antisemiti di Milano. Ma venire al corteo del 25 Aprile con la bandiera di Israele e la foto di Netanyahu è una provocazione inaccettabile, pianificata da chi voleva bloccare il corteo». Si schiera poi Pina Picierno, dem di sponda riformista, che invita alla festa dell’Europa, a Roma l’8 maggio, Tino Ferrari, l’attivista di Iv aggredito per essere sceso in piazza con i colori dell’Ue e dell’Ucraina. «L’Europa che vogliamo ha bisogno del suo coraggio».
La pacificazione, pur invocata, sembra lontana.