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 2026  aprile 26 Domenica calendario

Elogio del sonno

«Madrid? Mi pia­ce­rebbe fare un giro in città e cono­scerla meglio, ma sto dando prio­rità al riposo, dormo il più pos­si­bile per arri­vare in buona forma al tor­neo». Altro che movida, tapas e cer­ve­zas. Niente da fare anche per paella, tor­tilla, rumba o fla­menco. In attesa di scen­dere in campo (due giorni fa ha vinto all’esor­dio nel Masters 1000 di Madrid con­tro il fran­cese Ben­ja­min Bonzi), nei giorni pre­ce­denti all’ini­zio del tor­neo Jan­nik Sin­ner si è dedi­cato al suo alle­na­mento pre­fe­rito: una bella pen­nica risto­ra­trice. Uno scherzo? Per niente. Sin­ner ha più volte detto che la sua pas­sione è schiac­ciare piso­lini. Aggiun­gendo addi­rit­tura di aver affron­tato match impor­tanti sol­tanto mezz’ora dopo essersi sve­gliato.
Vi potrà sem­brare strano, ma è tutt’altro che così. Anche il super cam­pione Roger Fede­rer con­si­de­rava il sonno un alle­na­mento pas­sivo, spie­gando di dor­mire tra le 11 e le 12 ore al giorno durante le fasi di com­pe­ti­zione. Lo stesso il mitico idolo dell’Nba Lebron James, che oltre alle clas­si­che (si fa per dire) 8-9 ore not­turne, dice di dor­mire rego­lar­mente per 3 ore nel pome­rig­gio. Non solo, dichiara anche di spen­dere mon­ta­gne di soldi per otti­miz­zare il suo ambiente di riposo: tem­pe­ra­tura con­trol­lata a 19 gradi, buio totale, assenza di onde elet­tro­ma­gne­tica.
La cosa vera­mente strana è che il mondo con­ti­nui a cre­dere al vec­chio ada­gio popo­lare secondo cui chi dorme non piglia pesci. Di qui l’idea che i dor­mi­glioni siano dei mezzi fal­liti, pigri, per­denti, buoni a nulla. Il mat­tino ha l’oro in bocca, diceva, con un po’ di insi­stenza, Jack Nichol­son in Shi­ning. E il fatto che fosse uno psi­co­pa­tico san­gui­na­rio dovrebbe farci riflet­tere.
Albert Ein­stein, tanto per fare un esem­pio, soste­neva di aver biso­gno di almeno 10 ore di sonno a notte, oltre a fre­quenti piso­lini durante il giorno. L’idea della rela­ti­vità, guarda un po’, gli venne pro­prio durante un sonno. Men­tre il grande Win­ston Chur­chill era una spe­cie di guru della sie­sta. Almeno un’ora e mezza ogni pome­rig­gio. E spesso si met­teva anche in pigiama. Que­sto, spie­gava con una delle sue inar­ri­va­bili bat­tute, «mi per­mette di avere due mat­tine al giorno».
Eppure, dor­mire troppo con­ti­nua ad essere social­mente sgra­dito. Te ne puoi van­tare solo se sei il numero uno, altri­menti sei un povero fan­nul­lone dedito all’ozio men­tre gli altri peda­lano. Negli anni recenti c’era Sil­vio Ber­lu­sconi che rac­con­tava con orgo­glio di dor­mire pochis­sime ore a notte, attri­buendo a que­sta abi­tu­dine il suo suc­cesso, men­tre Giu­lio Andreotti con­fes­sava di alzarsi alle 4.30 del mat­tino per andare a messa (non si è mai capito chi reci­tasse messa a quell’ora e chi ci fosse in Chiesa). Per­sino Vit­to­rio Sgarbi, incline ai pia­ceri della vita, soste­neva di pas­sare le notti a leg­gere libri e quo­ti­diani fre­schi di stampa.
Forse nes­suno di loro si è mai tro­vato a dover com­bat­tere con­tem­po­ra­nea­mente con­tro Cia, Fbi, Nsa, Mi6, Mi5, Kgb e Mos­sad come Jason Bourne. Già per­ché lui, il supe­ra­gente segreto, adde­strato in un pro­gramma spe­ciale dei ser­vizi Usa a resi­stere alle tor­ture, alle pri­va­zioni, al dolore e a qual­siasi cosa di spia­ce­vole si possa pen­sare, pro­prio come Sin­ner, non per­deva occa­sione per dor­mire. Arti mar­ziali, abi­lità nel com­bat­ti­mento, destrezza nell’uso di col­telli, pistole, fucili di pre­ci­sione e d’assalto, mitra­glia­trici? Per carità, tutto utile. Ma la frase che più com­pare nella straor­di­na­ria saga di Robert Lud­lum è: «Il riposo è un arma». Nei film d’azione inter­pre­tati da Matt Damon, tutti scaz­zot­tate e spa­ra­to­rie, il con­cetto un po’ si perde. Anzi, scom­pare del tutto.
Ma nei libri la neces­sità di dor­mire per dare il meglio è un man­tra. E nella sua eterna fuga dai “cat­tivi” di tutto il mondo, il letale e adde­stra­tis­simo Jason Bourne, brac­cato in con­ti­nua­zione e sem­pre in peri­colo immi­nente di vita, appena può schiac­cia un piso­lino per rica­ri­care le ener­gie. Pro­prio come il nostro Sin­ner, che men­tre i suoi com­pa­gni se ne vanno in giro a godersi le bel­lezze di Madrid se ne rimane chiuso nella sua stanza d’albergo a sognare di essere il numero uno del ten­nis mon­diale. Buona notte.