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 2026  aprile 25 Sabato calendario

Beatrice Venezi accusa l’orchestra della Fenice di nepotismo

«I posti nell’orchestra della Fenice? Si tramandano da padre in figlio».  Nuovo affondo di Beatrice Venezi, sui giornali esteri, che non si risparmia sulle critiche agli orchestrali (già definiti “politicizzati” qualche mese fa) lagunari. Dichiarazioni che hanno “aizzato” di nuovo gli animi in un contesto già tesissimo per la nomina di Venezi a direttrice d’orchestra.
«La RSU del Gran Teatro La Fenice «a nome di tutte le sue lavoratrici e i suoi lavoratori, esprime profonda costernazione e amarezza per le dichiarazioni
rilasciate da Beatrice Venezi in un’intervista al quotidiano argentino La Nación, pubblicata il 23 Aprile, secondo cui i posti nell’orchestra veneziana si tramanderebbero “di padre in figlio” – scrivono le rappresentanze sindacali -. Si tratta di affermazioni gravi, false e offensive, che ledono la professionalità, il merito e la dignità delle professoresse e dei professori d’orchestra della Fenice, professionisti di altissimo livello selezionati esclusivamente attraverso concorsi pubblici internazionali basati sul talento e sul rigore procedurale». 

E ancora: «Offendere i lavoratori e il pubblico del Teatro non è solo un atto di scortesia istituzionale, ma un attacco diretto all’identità stessa della nostra Fondazione – ribadiscono i sindacati -. Riteniamo che simili dichiarazioni siano incompatibili con le condizioni necessarie per costruire un rapporto di fiducia e una collaborazione artistica proficua. La direzione d’orchestra e di coro non può prescindere dal mutuo rispetto e da un clima di armonia professionale che le parole della Maestra Venezi hanno pesantemente e unilateralmente compromesso». 

Una rottura che si fa sempre più insanabile. «Alla luce di quanto accaduto, sentiamo il dovere di evidenziare che la sua presenza sul nostro podio avverrebbe in un contesto di profonda tensione e sfiducia – è la conclusione -. È necessario che la Maestra e la Direzione prendano atto che non sussistono più i presupposti per un rapporto di collaborazione disteso e fecondo. Senza il rispetto per chi il Teatro lo vive e lo onora ogni giorno con il proprio lavoro, viene meno la base stessa di ogni produzione artistica d’eccellenza».
Ma sulla questione si fa sentire anche il sovrintendente Nicola Colabianchi: «Naturalmente non condivido le affermazioni del maestro Venezi, in quanto conosco l’orchestra, ho avuto modo di conoscerla in questo anno, da quando sono stato nominato sovrintendente, e di apprezzarne le qualità. Così come ho avuto modo di avere comunicazione dai tanti maestri che sono stati presenti qui a Venezia e che hanno tutti riferito dell’ottima qualità e della disponibilità dell’orchestra».