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 2026  aprile 25 Sabato calendario

Revisione per Stasi, la pg Nanni: «Pronti a ristudiare tutti gli atti»

È il primo passaggio – se non formale, quasi – di quello che sarà il percorso per la possibile revisione del processo che ha visto Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. E che potrebbe riabilitare l’immagine di quello che all’epoca fu ribattezzato «il biondino dagli occhi di ghiaccio». Una richiesta che potrebbe essere presentata alla corte d’Appello competente, quella di Brescia, dai legali dell’allora fidanzato della vittima. Oppure, più probabilmente, direttamente dalla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni. Che ieri ha incontrato per quasi un’ora il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, che sta coordinando le nuove indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano sul giallo di Garlasco.
Ed è di questo percorso che i due – insieme con l’avvocato generale, Lucilla Tontodonati – avrebbero parlato nel corso dell’incontro a palazzo di giustizia. Perché il fascicolo che vede indagato per l’omicidio Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, è ormai vicino alla chiusura. È ormai questione di settimane per la notifica e il deposito. E nella ricostruzione fatta in quest’anno di indagini, gli inquirenti non avrebbero raccolto elementi che collocano Stasi, in quel 13 agosto di ormai quasi 19 anni fa, sulla scena del crimine. Dall’orario della morte, alle impronte (di mani e scarpe), alle tracce biologiche: sarebbero diversi i punti in contrasto con quelli riportati nelle sentenze che portarono alla condanna dell’allora bocconiano laureando. Che nella nuova ipotesi investigativa ritornerebbe quindi «scopritore» del cadavere, e non più assassino.
La revisione procederà in parallelo al probabile percorso processuale di Sempio. Una volta arrivata a chiusura l’inchiesta dei magistrati pavesi, gli atti saranno infatti trasmessi alla procura generale, a cui spetterà di valutare se promuovere la revisione del processo a Stasi. Non sarà comunque una strada «né veloce né facile», ha chiarito ieri la procuratrice generale, al termine della visita del procuratore Napoleone, perché «dobbiamo ovviamente prima studiare le carte». «Nelle prossime settimane riceveremo una prima informativa, valuteremo se chiedere ulteriori atti e, nel caso, dovremo studiare queste carte. Nel frattempo – ha aggiunto – non possiamo fare alcuna dichiarazione, non possiamo sbilanciarci in alcun modo».
Se richiesta di revisione sarà, una volta investita del caso, la corte d’Appello di Brescia dovrà a quel punto vagliare l’ammissibilità dell’istanza contro la condanna, e solo successivamente si potrà eventualmente fissare un’udienza in aula, per l’ammissione di nuove prove, e per la discussione.
Non sarebbe la prima volta per Francesca Nanni. Quando ricopriva lo stesso incarico a Cagliari, prima del suo arrivo a Milano, fu lei ad avviare la revisione del processo per la strage di Sinnai dell’8 gennaio del 1991. Che si concluse il 26 gennaio 2024 con l’assoluzione – «per non avere commesso il fatto – del pastore sardo Beniamino Zuncheddu, fino a quel momento rinchiuso in carcere, da 32 anni. L’uomo era stato infatti condannato in via definitiva all’ergastolo per tre omicidi e un tentato omicidio.