Corriere della Sera, 25 aprile 2026
25 Aprile, il ricordo con Mattarella. Le «divisioni» dei tre cortei a Milano
Alle nove di mattina, per qualche momento, l’Italia si riunisce in nome della Liberazione. Il presidente Mattarella, la premier Meloni, i presidenti del Senato e della Camera La Russa e Fontana saranno all’Altare della Patria. Da quel momento in avanti, la giornata si frammenta e si divide. A partire dal grande corteo di Milano.
Il capo dello Stato, fedele al suo pellegrinaggio della memoria, sarà a San Severino Marche. Mentre il vicepremier Antonio Tajani sarà prima alle Fosse Ardeatine, poi si sposterà a Ferentino. L’altro vicepremier Matteo Salvini sarà, come già in passato, a Tavarnuzze, al Cimitero americano di Firenze.
La manifestazione maggiore, quella di Milano, parte unita da corso Venezia. Per poi dividersi in tre cortei diversi che sottolineano le diverse visioni sulle guerre in corso. La parte maggiore, con il sindaco Sala, finirà come sempre in piazza Duomo. Ci saranno anche Bonelli e Fratoianni di Avs e il segretario di +Europa Magi. E anche una rappresentanza dei giovani di FI, con cui è entrato in polemica il responsabile dei giovani leghisti Luca Toccalini.
Ma uno spezzone del corteo si dirigerà poi verso piazza San Fedele (Coordinamento per la Pace) e un’altra verso piazza Fontana, con le comunità palestinesi. Il presidente di Anpi Milano, Primo Minelli, non apprezza: «Davanti alle emergenze democratiche che stiamo attraversando, rompere l’unità del fronte antifascista non è una cosa bella».
La Comunità ebraica ha già annunciato che non parteciperà alle manifestazioni. Per la ricorrenza dello Shabbat, ma non solo. Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma, scrive che negli ultimi anni «il 25 aprile ha preso una direzione diversa». Un luogo «dove si accumulano rivendicazioni, parole d’ordine, cause che nulla hanno a che fare con la sofferenza delle vittime reali del nazifascismo». Risultato: «Il senso si perde, la linea che separa chi ha difeso la libertà da chi l’ha negata si fa incerta. È una deriva che non rafforza la memoria: la svuota, la inquina». La Comunità organizza per domani una commemorazione al Cimitero militare di Trenno. Alla manifestazione milanese ci sarà, invece, la brigata ebraica. Spiega il presidente Davide Romano che «con noi ci saranno iraniani, venezuelani, ucraini».
Elly Schlein sarà a Sant’Anna di Stazzema, il paese della terribile strage. Mentre Giuseppe Conte sarà a Napoli, al monumento a Salvo D’Acquisto. Matteo Renzi sarà a Firenze, Carlo Calenda a Torino, al Museo della Resistenza. Maurizio Lupi (Nm) sottolinea che «il 25 Aprile è una data importante per tutti gli italiani». E ricorda «le parole di Giovanni XXIII drammaticamente attuali: “Non si deve permettere che la sciagura di una guerra mondiale si rovesci per la terza volta sull’umanità”».
A Roma i cortei saranno quattro, anche se la cosa è abbastanza ricorrente. Nella notte di giovedì, in piazza Epiro è comparso uno striscione con la scritta «partigiano infame». Per il presidente della Regione Lazio Rocca, il «gesto volgare di pochissimi idioti».