Avvenire, 24 aprile 2026
San Siro, gli atti della Procura: «Sala mise pressione a Scaroni»
«Il presidente Scaroni (...) ha ricevuto una telefonata da parte del Sindaco Sala» che «ha messo di nuovo pressione per ricevere la manifestazione di interesse» da parte delle squadre per l’acquisto di San Siro. È uno dei messaggi agli atti dell’inchiesta sulla vendita del Meazza nella quale la Procura di Milano ha contestato a nove persone, tra cui l’ex assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi, il dg del Comune Christian Malangone e la ex vice sindaca con la giunta Pisapia e avvocata Ada Lucia De Cesaris, i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e turbativa d’asta.
La conversazione, riportata in una informativa del nucleo di polizia Economico Finanziaria della Gdf, fa parte di uno scambio di chat e mail «concentrate nel periodo (...) tra la prima settimana di agosto del 2024 e gli inizi del mese di novembre del 2024 quando le squadre stavano per comunicare all’Ente» pubblico «il loro interesse all’acquisto dello Stadio (...) e dell’area circostante». Alessandro Antonello, ex Ceo corporate dell’Inter, il 6 agosto di quell’anno aveva scritto a Fabrizio Grena, manager di Emerald e tra i consulenti nerazzurri, di avere avuto una call con Scaroni, presidente del club rossonero, il quale oltre ad essersi «focalizzato sulla concessione a 99 anni di stadio e aree annesse per un affitto di 2,5 mil. annui», avrebbe avuto una chiamata con Sala da cui avrebbe ricevuto pressioni per procedere verso l’acquisizione.
Il 6 agosto 2024 Antonello, che aggiornava «tutte le parti in causa», cioè il fondo Oaktree (proprietario dell’Inter), Emerald e De Cesaris, riferiva di un’interlocuzione con Scaroni, il quale sarebbe stato in contatto con il sindaco Sala che avrebbe «messo di nuovo pressione per ricevere la manifestazione di interesse». Riferiva anche di un incontro con «la sovrintendente (...) sul tema del vincolo in caso di diritto di superficie». Il presidente del Milan si starebbe – ancora – informando sulle conseguenze dell’apposizione del vincolo semplice sullo stadio seguito del potenziale acquisto e a tal fine avrebbe avuto una conversazione diretta con Sala.
Nelle conclusioni delle due informative della Gdf del 28 ottobre e 24 novebre 2025 si scrive che «gli atti d’indagine permettono di riscontrare che, ben prima dell’avvio formale del procedimento di alienazione (2019), si erano instaurati (in tale contesto) rapporti informali e costanti tra Ada Lucia De Cesaris (consulente esterno dell’Inter ed ex assessora all’Urbanistica nella giunta Pisapia), e dirigenti comunali con ruoli decisionali nel settore della pianificazione urbanistica». Viene riportato a questo proposito un «memorandum tecnico-normativo» del 2017 «relativo alle possibili procedure per la cessione/valorizzazione» del Meazza, condiviso e commentato «tra le parti private (consulenti legali ed amministrativi delle due società) ed i Dirigenti del Comune di Milano». In tal modo «si è sviluppata, come ricostruito, una sfera riservata ed informale di interlocuzioni poco trasparenti». «Parte privata che risulta inoltre, in alcuni casi individuati, messa a conoscenza di informazioni riservate o del contenuto di atti di indirizzo politico (Delibere) e dirigenziale (Determine) non ufficiali e/o non ancora approvati». Informazioni «(di cui talune certamente riservate)» che «sono state trasmesse ai rappresentanti delle società sportive», procedure che «costituiscono campanelli d’allarme sintomatici di fenomeni collusivi», prosegue l’informativa, che riporta a titolo di esempio l’ormai famosa chat in cui Stefano Boeri mise in guardia Sala «affinché gli interessi privati non prevalgano su quelli collettivi». Sempre a tale scopo vengono citate dalla Gdf le chat in cui l’allora manager dell’Inter, Mark Van Huukslot «la mattina del 05.11.2021, rivela a De Cesaris di aver visto la Delibera» su San Siro «specificando di aver cercato di aggiustare alcune cose». Poi un’altra in cui dice di aver «parlato brevemente con Christian Malangone (dg del Comune) per il vincolo» sullo stadio e che «da confronti informali con il soprintendente sembra che il vincolo (anche più leggero) sul secondo anello ci sarà». Altro esempio riportato, il consulente delle squadre Gaetano Carrello che il 03.10.2024 scrive che quella per il nuovo stadio «non sarà in ogni caso una “gara” formale, ad essere onesti». Così «A fine aprile 2025, si apprende che la procedura si è conclusa senza la presentazione di proposte alternative. La vendita risulterà approvata ad ottobre 2025 a favore del vincolo societario costituito ad hoc dalle Squadre proponenti e da esse controllato». Un intero iter, scrivono gli investigatori della Gdf, che si è sempre svolto con una «condivisione anticipata di informazioni e scelte amministrative» che «risultano potenzialmente idonee a “sartoriare le regole del gioco”». Ovvero a tagliarle su misura di Inter e Milan.