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 2026  aprile 24 Venerdì calendario

Libération indaga sulla fondazione animalista della Bardot

C’è un indirizzo a Parigi, 28 rue Vineuse, nel XVI arrondissement, a due passi dal Trocadero, che racconta le contraddizioni di una delle icone del cinema francese. È la sede della Fondation Brigitte Bardot (FBB) che l’attrice, scomparsa il 28 dicembre 2025 a 91 anni, creò nel 1986 per difendere la causa del benessere animale e che torna sotto i riflettori oggi con un’inchiesta pubblicata da Libération. Al centro i legami che Brigitte Bardot strinse con Frédéric Chatillon, storico leader del movimento neofascista GUD (Gruppo di Unione e difesa), amico di lunga data e consigliere di Marine Le Pen.
Chatillon, che tramite la sua agenzia di comunicazione, Riwal, ha curato per anni le campagne promozionali del Front National (FN), il partito di estrema destra fondato da Jean-Marie Le Pen, oggi Rassemblement National (RN), è stato condannato in via definitiva nel 2024 per frode e abuso di beni sociali per aver gestito finanziamenti illegali al FN. Fin dagli anni ’90, scrive Libération, Riwal ha coordinato anche una parte significativa delle attività della FBB: dalla realizzazione della rivista trimestrale (40.000 copie) alle campagne pubblicitarie, come quella contro la pelliccia, fino alla gestione del sito web e dei social, e l’organizzazione delle operazioni di colletta fonti: “Nel corso degli anni – scrive Libération -, le prestazioni pagate dalla fondazione alla nebulosa Chatillon si sono moltiplicate e diversificate”. Il giornale, che ha potuto consultare i conti di bilancio della FBB, sostiene che “le somme incassate ogni anno dagli amici di Chatillon ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro. Ai contratti regolari – si legge ancora nell’inchiesta pubblicata oggi –, si aggiungono poi fatture una tantum, convalidate dai servizi al di fuori di qualsiasi quadro contrattuale precedente, ma saldate immediatamente”.
Malgrado i problemi giudiziari di Chatillon i rapporti con la FBB non si sono mai interrotti. Anzi sono andati avanti tramite altre società che fanno sempre capo a Chatillon, tra cui l’agenzia “patriottica” Dreamwell, che ha organizzato i viaggi di lavoro dei dirigenti del partito di Le Pen e che, “da un giorno all’altro”, ha cominciato a gestire anche i viaggi e le prenotazioni dei dipendenti della FBB. O ancora la società Recto Verso, già Unanime, legata alla moglie di Chatillon, coinvolta a sua volta nelle vicende giudiziarie, e Vistavisio, incaricata della gestione dei contenuti digitali della fondazione. Un sistema articolato che, secondo documenti interni, avrebbe generato quindi contratti per centinaia di migliaia di euro ogni anno. Brigitte Bardot, simbolo della liberazione sessuale degli anni ’60, lascia un’eredità complessa, e non solo sul piano materiale – sempre Libération ha anche indagato sulla “gigantesca bolgia giuridica” che rappresenta la successione della Madrague, la leggendaria villa-rifugio di Saint-Tropez, di cui l’attrice si era tenuta l’usufrutto.
Già nella sua autobiografia del 1996, Initiales B.B., Brigitte Bardot aveva espresso ammirazione per Jean-Marie Le Pen, un “uomo affascinante e intelligente”. Negli anni questa ammirazione si è tradotta in un sostegno esplicito al partito e alla sua leader, Marine Le Pen, descritta nel 2014 come “la Giovanna d’Arco del XXI secolo”. L’attrice è stata condannata tre volte dalla giustizia francese, l’ultima nel 2004, per ingiurie razziste e incitazione all’odio razziale nei confronti di immigrati e musulmani. Anche se la frattura con una parte dell’opinione pubblica francese era reale, la FBB, riconosciuta di utilità pubblica nel 1992, ha continuato a raccogliere consensi e finanziamenti per la causa animalista. Al suo interno, stando a testimoni anonimi sentiti da Libération, Chatillon, vicino a Casa Pound e dichiarato sostenitore del regime siriano di Bashar al-Assad, avrebbe goduto di una posizione privilegiata, sostenuto dalla direttrice generale Ghyslaine Calmels-Bock.
Nel 2017, dopo un’inchiesta giornalistica di France Tv sull’“uomo-ombra” di Le Pen, Brigitte Bardot si sarebbe resa conto che il legame con Chatillon stava diventando “imbarazzante” per la reputazione della Fondazione. Bardot tentò allora di tagliare i ponti con le sue società e di riformare la gouvernance della fondazione, ma si scontrò con resistenze interne. Alla sua morte, la presidenza della fondazione è passata al marito, Bernard d’Ormale, 84 anni, storico consigliere di Jean-Marie Le Pen: “Con lui è il Rassemblement National a prendere la testa della fondazione”, ha confidato a Libération una fonte interna. Il presidente di RN, Jordan Bardella, ha reso omaggio all’attrice e “ardente patriota”. Il giorno dei funerali, celebrati il 7 gennaio 2026 nella chiesetta di Notre-Dame-de-l’Assomption di Saint-Tropez, tra i 350 invitati – scrupolosamente selezionati dalla FBB – c’erano anche diversi dirigenti RN e Frédéric Chatillon.