ilfattoquotidiano.it, 24 aprile 2026
Pazza idea di Trump: restituire le Falkland all’Argentina
“Punire” gli alleati della Nato che lo hanno deluso. Il presidente Trump, secondo l’agenzia Reuters, medita ritorsioni contro quei Paesi che non lo hanno aiutato nella guerra contro l’Iran e nello stretto di Hormuz: tra le azioni possibili, estromettere la Spagna dall’Alleanza atlantica e sottrarre le isole Falkland-Malvinas al Regno Unito. Appresa la notizia, Londra ha replicato: “La nostra posizione sulle Falkland non potrebbe essere più chiara, duratura e immutata. La sovranità appartiene al Regno Unito e l’autodeterminazione è cruciale”.
Nel 1982 l’allora premier inglese Margaret Thatcher non esitò a ingaggiare una guerra contro l’Argentina – quest’ultima ancora sotto la dittatura militare – per mantenere alta l’Union Jack nell’arcipelago dell’Atlantico. Il conflitto durò dal 2 aprile al 14 giugno 1982. Gli inglesi contarono 255 morti e 777 feriti; l’Argentina 649 morti e più di mille feriti. I due contendenti avevano anche ragioni politiche: la “Lady di ferro” cercava di mantenere l’idea di un “impero britannico” che galvanizzasse la nazione nonostante le tensioni sociali – solo due anni più tardi avverrà la chiusura delle miniere e il conseguente sciopero degli operai che durerà 365 giorni – mentre i colonnelli argentini speravano di rintuzzare l’opposizione alla loro dittatura che durava dal 1976, quando avevano destituito con la forza Isabel de Peron e affidato il Paese alla giunta Videla, poi sostituito da Galtieri. In questo contesto il 2 aprile 1982 truppe argentine occuparono l’arcipelago, pensando a una missione-lampo che non avrebbe avuto conseguenze. Si trattava di una antica rivendicazione: a soli 500 chilometri dalle coste argentine, le Malvinas erano sotto il controllo inglese da più di un secolo. Londra, sebbene sorpresa, organizzò una spedizione navale. La disfatta nella guerra delle Falkland fu un colpo determinante per far cadere il governo del generale Leopoldo Galtieri, mentre la Tatcher ottenne l’ondata di patriottismo che ne rinsaldò il prestigio.
La Reuters, basandosi su una mail interna del Pentagono rivela che uno dei “dispetti” pensati dall’amministrazione Trump potrebbe essere quello di rinverdire le rivendicazioni argentine. Nel messaggio si parla di “Abo” (Access, Basing, Overflight) riferendosi ai diritti di accesso, stazionamento nelle basi aeree e sorvolo che gli Stati Uniti hanno chiesto agli Alleati per le operazioni belliche in corso con l’Iran. Accessi che non hanno avuto, come speravano, in modo automatico. Che i rapporti tra il presidente Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer, non siano idilliaci è palese: il tycoon ha definito il laburista un “codardo” per non essersi unito a Washington nella guerra contro il regime sciita: “Non è Winston Churchill” ha detto il presidente amricano riferendosi a Starmer e denigrando le potenzialità della flotta britannica: “Le loro portaerei sono giocattoli”.