La Stampa, 24 aprile 2026
Iran, cali fino all’80% nelle scorte di missili Usa
In 39 giorni di combattimento, prima della proclamazione del cessate il fuoco, le forze armate Usa hanno drasticamente ridotto il livello delle scorte negli arsenali e creato una situazione di "quasi esaurimento” delle armi sul breve e medio termine in caso di un conflitto contro un altro maggiore rivale. Il riferimento è alla Cina e l’analisi è fatta dai ricercatori del Csis (Center for Strategic and International Studies) i quali evidenziano che non ci sono problemi nella continuazione del conflitto in Iran «sotto qualsiasi scenario» ma che il futuro è più incerto. I ricercatori hanno preso come unità di misura alcuni missili e munizioni usati e rilevato come la guerra in Iran ha prosciugato le scorte. Sono stati utilizzati oltre 850 missili Tomahawk sui 3100 dell’inventario; fra i 190 e i 290 Thaad su 360; fra i 1060 ei 1430 Patriot su 2300. I missili PrSM (missili di precisione a lungo raggio e ritenuti i successori degli Atacms) sono diminuiti quasi dell’80% nello scenario meno conservativo. Il Csis evidenzia fra l’altro non solo l’impiego di queste armi ma anche i tempi per rifornire nuovamente l’arsenale. Ed è questo il fattore che fa leggere con maggior preoccupazione gli scenari di futuri conflitti. I tempi per riportare le scorte di Tomahawk a livello ante conflitto in Iraq sono di 47 mesi; 64 mesi per i missili SM-3; 42 per i Patriot ad esempio. Ma, nota Mark Cancian, ex colonnello dei Marines e autore del report, comunque per fronteggiare una media potenza o la Cina servirebbero arsenali più ricchi rispetto anche a quelli della vigilia dell’attacco contro la Repubblica islamica. Per arrivare a questo livello di potenza di fuoco sono necessari, ai ritmi di produzione e consegne attuali, sette anni.
La carenza di munizioni avrà un effetto sul sostegno americano all’Ucraina che dipende dagli Usa per missili di precisione, sistema Thaad e Patriot.
Il Pentagono ha replicato in una nota alla Cnn dicendo che «abbiamo tutto quel che serve per eseguire gli ordini del presidente». Tuttavia gli esperti hanno sottolineato che l’alto consumo di munizioni «ha creato una finestra di maggior vulnerabilità nell’area del Pacifico Occidentale».
Di questa vulnerabilità aveva fatto riferimento Kurt Campbell, già vicesegretario di Stato con Biden e principale consigliere sull’Asia, in un recente intervento all’Atlantic Council. Parlando a La Stampa aveva evidenziato come il trasferimento di alcune unità dei Marines dalla basi asiatiche al Golfo Persico, aveva lasciato scoperto il fronte orientale, seppur temporaneamente.
L’Amministrazione ha proposto al Congresso un budget per la Difesa di 1500 miliardi di dollari. All’interno del piano per l’anno fiscale 2027, i documenti di bilancio delineano in modo dettagliato una tabella di marcia che prevede lo stanziamento di circa 70,5 miliardi di dollari per missili e altre voci di spesa correlate: 36, 6 miliardi per l’Esercito, 22, 6 miliardi per gli armamenti della Marina e 11,3 miliardi per l’Aeronautica. Si tratta di un incremento del 188% rispetto all’anno fiscale 2026. a. sim.