repubblica.it, 24 aprile 2026
Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni
Chiara Petrolini è stata condannata a 24 anni e tre mesi. È il verdetto della Corte d’assise presieduta da Alessandro Conti per l’universitaria di 22 anni imputata di duplice omicidio premeditato e soppressione di cadavere, dopo oltre tre ore di camera di consiglio. La Corte ha deciso l’assoluzione per l’omicidio del primo figlio, ma non per il suo occultamento. La procura aveva chiesto 26 anni. Alla lettura della sentenza la ragazza non ha mostrato alcuna emozione.
Per la Corte d’assise Chiara è un’assassina che ha pianificato il delitto di uno dei due figli, il secondo, che portava in grembo e che poi ha seppellito nel giardino di casa, proprio sotto la finestra della sua camera nella villa di famiglia a Vignale di Traversetolo (provincia di Parma). “Li volevo vicino a me”, ha detto la giovane durante il processo, iniziato nel giugno del 2025. Alla lettura della sentenza, il papà di Chiara è scoppiato in un pianto dirotto. I familiari si sono scagliati contro i giornalisti che hanno ripreso la scena: “Basta, andate via”, la richiesta dei parenti e degli amici che hanno protetto la coppia con giacche e foulard.
"È una vicenda molto triste. Abbiamo due bambini morti: un dramma familiare che non trova molti riscontri nella vita ordinaria”, ha detto il procuratore di Parma Alfonso D’Avino. Quanto alla pena, il magistrato ha sottolineato che “non è una questione di soddisfazione. La pena irrogata è di poco inferiore a quella che avevamo richiesto. Noi stessi avevamo chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche in regime di equivalenza rispetto alle aggravanti, e su questo la corte ha deciso in conformità alla nostra impostazione”. D’Avino ha anche chiarito che valuterà se impugnare il verdetto di assoluzione per la morte del primo bambino nel 2023: “Avevamo ritenuto provata la responsabilità dell’imputata anche per tale omicidio, sulla base della ricostruzione operata dal medico legale e dall’antropologa forense. La corte è stata di diverso avviso: valuteremo se impugnare”.
I due neonati sepolti
Il secondo neonato è stato trovato per caso dal cane di famiglia mentre scavava una buca, il 9 agosto del 2024. Chiara Petrolini aveva partorito quel bambino appena due giorni prima e poche ore dopo era volata a New York con la famiglia. I carabinieri del comando provinciale hanno dato il via a un’indagine che nel giro di una settimana ha portato a sospettare della ragazza che, nel frattempo in vacanza all’estero, chiedeva ai suoi genitori: “Ma hanno scoperto chi è stato?”. Il 7 settembre i carabinieri hanno trovato solo le ossa del primo piccolo, partorito il 12 maggio 2023, il suo sepolcro era vicino a quello del fratellino. Da quel momento Chiara Petrolini continuerà a mentire a tutti e anche a se stessa.
Verità e bugie ai genitori
Dieci giorni dopo il ritrovamento del primo bambino, la famiglia Petrolini rientra in Italia. Sarà nella sala d’attesa della caserma dei carabinieri che padre e madre dell’universitaria scopriranno la prima verità. Repubblica nell’ottobre del 2024 ha pubblicato in esclusiva il dialogo tra i tre. “Sono stata io”, dice Chiara Petrolini sotto la raffica di domande dei genitori. “È un thriller”, ribatte sua mamma. E aggiunge: “Hai rovinato la tua vita e quella di tutti noi”. La famiglia, definita perfetta a Traversetolo, vede incrinarsi la propria immagine. “Come faremo ad andare in giro per il paese?”, è la preoccupazione. Sarà un’intercettazione della madre di Chiara, Elisa Bruschi, proprio quel 19 agosto in sala d’attesa, a far scattare nei carabinieri l’ipotesi di un secondo omicidio. «Ma è successo anche quell’altra volta, quando hai avuto l’emorragia?”, chiede a Chiara la madre nel giorno della verità. “No”, la risposta. Chiara ha mentito sul secondo figlio fino al 10 settembre quando è crollata davanti ai carabinieri. Gli investigatori avevano chiesto e ottenuto dalla procura di scavare ancora nel giardino di Vignale di Traversetolo.
Il padre inconsapevole
Samuele Granelli è sempre stato presente in aula sin dalla prima delle dieci udienze. Ha conosciuto la verità sui due figli solo dopo il 19 agosto. È stato interrogato per ore, i primi sospetti di complicità in quell’atrocità erano ricaduti su di lui e sui genitori della ragazza. Tutti è tre sono stati scagionati praticamente subito. A Repubblica Samuele ha rilasciato un’intervista in cui ha rivelato nel settembre 2024: “Voglio il funerale per i miei bambini” e poi ha aggiunto “vorrei che il primo figlio si chiamasse Domenico come il mio migliore amico. Il secondo, invece, Angelo. Perché grazie a questo bimbo ritrovato per primo sotto la terra del giardino abbiamo scoperto tutto questo orrore. È il nostro angelo”. Non aveva notato un filo di pancia, un malore, nulla. Samuele Granelli per ben due volte non si era accorto che la sua fidanzata lo stava raggirando, gli mentiva. Come ha fatto con le amiche più care alle quali dopo i due parti aveva detto: “Ho mal di testa” o “Ho un ciclo abbondante e mal di schiena”. L’avvocata Monica Moschioni, che difende il ragazzo di 21 anni, ha chiesto un risarcimento di un milione e 650mila euro.
L’arresto e la richiesta del carcere
È il 20 settembre del 2024 quando Chiara Petrolini viene arrestata. Il giudice per le indagini preliminari decide per lei gli arresti domiciliari. Per ben due volte la procura ha chiesto il carcere per la giovane studentessa. “Potrebbe rifarlo”, ha detto a Repubblica il procuratore Alfonso D’Avino. Il tribunale del Riesame di Bologna una prima volta ha dato l’ok al carcere ma la Cassazione, a cui è ricorso l’avvocato Nicola Tria che difende la studentessa, ha rinviato per una nuova decisione. Nelle motivazioni la Suprema corte ha comunque sottolineato: “Ha una determinazione criminale non comune”. Il tribunale di Bologna ha infine disposto i domiciliari con il braccialetto. Chiara Petrolini per un periodo breve è rimasta in una villa di famiglia a Parma ma poi è ritornata con i genitori e il fratello nella residenza di Vignale di Traversetolo.
Le tre perizie psichiatriche
Sia la Corte, sia la difesa e sia l’accusa hanno richiesto una perizia per studiare la mente di Chiara Petrolini. Nelle relazioni dei psicologi nominati dalla Corte e dalla procura è emerso che Chiara Petrolini era capace di intendere e di volere al momento dei due omicidi. Per i consulenti dell’accusa c’è una “serialità” nell’analisi delle dinamiche che hanno portato ai due omicidi. E anche “una fredda e lucida intenzione di arrivare all’esito finale” senza un freno o ripensamento, “nonostante le condizioni lo permettessero”. Per la consulenza richiesta dalla difesa, invece, “Chiara Petrolini non è punibile perché non era capace di intendere e di volere al momento dei fatti”. Così come ha sottolineato l’avvocato Tria chiedendo l’assoluzione della sua assistita.
Le parole di Chiara
La voce di Chiara Petrolini è risuonata nell’aula della Corte una volta sola, lo scorso 27 marzo, poco prima che la procura chiedesse per lei 26 anni di carcere. “Sono stata anche descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini”, è quanto ha detto leggendo da un foglio con tono monocorde. Accanto a lei c’è sempre stata la psicologa che la sta seguendo da mesi. In fondo all’aula i genitori che, ad ogni udienza, sono circondati da amici e parenti.