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 2026  aprile 24 Venerdì calendario

Lite tra Reza e Riondino per la messa in scena di "Art"

È polemica tra Yasmina Reza e Michele Riondino. La celebre drammaturga francese ha imposto all’attore e regista pugliese di bloccare la messa in scena della pièce Art (vista nel gennaio scorso al Piccinni), accusandolo di averne tradito lo spirito con tagli e modifiche alla psicologia dei personaggi. Una presa di posizione netta che riaccende il dibattito internazionale sul rapporto tra autore e regista. A renderlo noto è lo stesso Riondino, che in una lettera inviata a teatroecritica.net respinge le accuse e spiega perché da gennaio 2027 non potrà riprendere l’allestimento, di cui è anche interprete insieme a Daniele Parisi e Michele Sinisi.
Pubblicata nel 1994, l’opera che Riondino ha portato in tournée dopo l’esordio nella sua Taranto a gennaio scorso, racconta della discussione che divampa tra tre amici a causa di un quadro di arte contemporanea completamente bianco, acquistato a carissimo prezzo da uno di loro. 
«Ho provato ad avere un confronto con Yasmina Reza al termine della bellissima tournée, ma evidentemente non ho usato la delicatezza che si pretendeva da me, anche se piuttosto che delicatezza credo ci si aspettasse sottomissione e piaggeria», spiega Riondino, che non ha rinunciato alla grande passione del teatro dopo i successi nel cinema, dove si è meritato importanti riconoscimenti, a partire dal David di Donatello per l’interpretazione in Palazzina Laf, peraltro suo film d’esordio alla regia.
Tutto, spiega Riondino, ha avuto origine dall’incontro con l’agente di Reza che, durante le recite di Art all’Ambra Jovinelli di Roma, «con inusuale e ingiustificata arroganza “rimproverava” alla regia e alla produzione – riferisce Riondino – di aver tradito il testo della sua assistita con dei tagli che non erano stati approvati dall’autrice. Su questo è difficile darle torto. Effettivamente non ho minimamente pensato di essere tenuto e “obbligato” a comunicare all’autrice eventuali cambi o tagli al testo che maturavano come necessari per mettere in scena la mia idea del suo testo teatrale. Da che mondo è mondo, un testo teatrale può subire modifiche o tagli. Così, ho imparato, accade nel mondo del teatro. Purché il testo venga rispettato nelle forme e alla base. Purché il rispetto verso il lavoro dell’autore non venga tradito da rivoluzioni».
 
A metà degli anni Ottanta Samuel Beckett fece causa all’American Repertory Theatre di Boston, perché JoAnne Akalaitis non aveva rispettato le didascalie di Finale di partita. Più di recente Sarah Henley e Tori Allen-Martin hanno accusato Kwame Kwei-Armah e Idris Elba di aver stravolto il testo originale di Tree. Adesso la dura presa di posizione di Reza che, attraverso la sua agente, avrebbe lamentato non solo tagli non approvati, ma anche il mancato rispetto del «mood emotivo», per l’impostazione data ai personaggi e allo spettacolo: «“Yvan deve essere più depresso”, “Mark non può piangere nel finale” e per finire, “si ride troppo”», avrebbe obiettato l’autrice.
Riondino, in questi giorni impegnato con la preparazione del concertone dell’UnoMaggio Taranto, racconta di aver cercato senza successo un contatto diretto con Reza, dopo il richiamo ricevuto. «Dispiace sapere che il rispetto che si pretende non si è disposti a restituirlo, che arroganza e prepotenza hanno vinto sul buon senso e l’educazione», dice l’attore e regista, confessando che, se avesse saputo di tutte queste difficoltà, non avrebbe messo il testo in scena. Perché adesso «perderanno il lavoro» tutte le persone impegnate nella produzione. E questo, conclude Riondino, «mi spiace moltissimo».