corriere.it, 24 aprile 2026
Cos’è Polymarket, il famigerato sito di scommesse
Qualcuno lo usa per scommettere sulle partite di calcio. Altri sull’andamento delle criptovalute. Qualcuno mette soldi – anche pochi, appena 30 dollari – sul fatto che a Parigi le temperature primaverili superano la soglia di 21°C. Per poi vincere 13 mila dollari sabotando la una stazione meteo francese. Qualcun altro, poi, è così certo che il regime di Nicolás Maduro cadrà da metterci su una cospicua somma di denaro. Tutte queste puntate vengono fatte su Polymarket, la piattaforma online di scommesse (illegale in Italia, e presto vedremo perché è rilevante) che consente ai propri utenti di giocare denaro su qualsiasi posta.
Come funziona Polymarket
Più che un sito di scommesse si può dire che è una piattaforma di prediction market: invece di “scommettere” in senso classico, gli utenti comprano e vendono quote che rappresentano la probabilità di un evento futuro. Per esempio, il governo Usa confermerà l’esistenza degli alieni entro il 30 aprile. Come dicevamo, a differenza delle piattaforme tradizionali, in questo caso Polymarket non stabilisce le quote, ma sono gli utenti a determinarle attraverso domanda e offerta, scommettendo su un semplice “sì” (cioè avverrà a quele condizioni) o un “no”.
Il prezzo delle “azioni”, che va da un centesimo a un dollaro, riflette il sentimento collettivo del mercato in merito alla probabilità che l’evento futuro avvenga. Nel nostro esempio, significa che se le azioni “Sì” su un risultato politico vengono scambiate a 0,70 dollari, ciò suggerisce una probabilità del 70% che l’annuncio dell’esistenza di vita extraterrestre arriverà entro il 30 aprile, in base al consenso degli utenti.
Ovviamente si tratta un processo dinamico e dipende da quanti utenti scommettono su quell’evento, determinando così le probabilità (percepite) che quel caso si realizzi. Le probabilità, dunque, si aggiornano in tempo reale.
Come abbiamo già accennato, non esiste un “bookmaker” centrale e tutto è gestito tramite una blockchain. Per piazzare le proprie puntate e poi per riscuotere le vittorie si fa tutto tramite token digitali (e quindi criptovalute).
Un dettaglio fondamentale è che gli utenti possono iscriversi con una semplice email, senza alcuna necessità di verificare la propria identità. E garantendo così l’anonimato di chi scommette su ogni tipo di evento. Tranne, però, per gli utenti italiani, a cui è vietato usare la piattaforma.
Polymarket è vietato in Italia?
La questione si complica quando si guarda all’Italia. Polymarket, infatti, per un periodo è stato considerato illegale nel nostro Paese. La decisione spetta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm), che regola tutto quello che riguarda le scommesse e il gioco con vincita in denaro in virtù della legge 401 del 1989, che vieta l’organizzazione di scommesse senza concessione e dall’articolo 102 del decreto legge 104/2020 che attribuisce all’Adm il potere di inibire i siti non autorizzati. Solo gli operatori con concessione Adm, infatti, possono offrire scommesse. Tutti gli altri siti vengono inseriti in una lista nera delle piattaforme non autorizzate e poi bloccati dai provider internet.
A ottobre 2025, Polymarket è stato messo in blacklist dall’Adm proprio perché considerato una piattaforma (estera) per il gioco d’azzardo (visto che si fanno scommesse su eventi reali) non autorizzata a operare.
Presto però il sito ha fatto appello contro la decisione dell’Agenzia. E così a dicembre, appena due mesi più tardi rispetto all’oscuramento, il Tar del Lazio ha dato ragione a Polymarket. Chiedendo (e ottenendo) così il decadimento del blocco tecnico al sito, che così lo ha reso di nuovo accessibile agli utenti italiani.
Il nodo principale della questione è che il sito potrebbe essere considerato come fosse composto da due parti. Si introduce così una distinzione fondamentale: non tutte le attività di Polymarket sarebbero riconducibili al gioco. Nel ricorso si evidenzia come la piattaforma venga utilizzata in larga parte per consultare dati, sondaggi e informazioni, proponendo quindi di mantenere attivo il sito per queste finalità, limitando eventualmente le sole funzionalità di trading.
Non è chiaro se sia stato il Tar del Lazio a chiedere la sospensione della decisione dell’Adm o quest’ultimo a decidere autonomamente di interrompere la propria decisione. Comunque, a dicembre Polymarket è sparito dalla blacklist delle piattaforme vietate in Italia.
Oggi gli utenti italiani possono accedere al sito per vedere su quale evento globale o locale si scommette, ma non possono comunque piazzare delle poste. Il prossimo passo probabilmente sarà quello di stabilire se si tratta di gioco d’azzardo (tornando quindi alla necessità di vietare almeno una parte della piattaforma agli italiani) oppure di un mercato finanziario, come stanno proponendo gli avvocati che difendono Polymarket.
Il paradosso della S.S. Lazio che sceglie Polymarket come sponsor
Arriviamo ora al caso della S.S. Lazio, che pochi giorni fa ha annunciato di avere scelto proprio Polymarket in una «partnership pluriennale» da 22 milioni di dollari. L’azienda dietro alla piattaforma di scommesse (noi per comodità continueremo a definirla così) diventa così main partner e il suo logo, come si vede in un’anteprima della maglietta per la prossima stagione calcistica, campeggia al centro del petto dei giocatori.
L’accordo ha fatto nascere non pochi dubbi: com’è possibile che una squadra di serie A abbia scelto come sponsor una società che potrebbe essere associata a scommesse, considerando anche che il cosiddetto “decreto dignità” (Dl 87/2018) ha vietato «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive»?
La risposta sta in parte nel precedente paragrafo: Polymarket si muove in una zona grigia ed è difficile definirlo in toto come piattaforma di scommesse. La seconda parte della risposta sta nel comunicato ufficiale della squadra, nel quale si specifica che «la collaborazione è focalizzata su attività di analisi e insight digitali, in coerenza con il quadro normativo vigente». A essere presa in considerazione dal club, quindi, è la parte più “digeribile” di Polymarket. E per questo motivo non ci sarebbe alcun divieto per la sponsorizzazione della piattaforma.