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 2026  aprile 24 Venerdì calendario

Così Trump vuole punire gli alleati della Nato, a cominciare dalla Spagna

In una mail riservata, i funzionari del Pentagono ipotizzano l’espulsione della Spagna dalla Nato. Motivo? Il governo di Madrid, presieduto da Pedro Sanchez, è stato il più convinto oppositore alla guerra contro l’Iran scatenata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu.
La notizia, pubblicata dall’agenzia «Reuters», non ha colto di sorpresa la comunità diplomatica di Bruxelles, dove ha sede il quartier generale dell’Alleanza Atlantica. 
Sul piano giuridico, la minaccia del Dipartimento alla Guerra, guidato da Pete Hegseth, non ha alcun valore. Nei 14 articoli del Trattato firmato il 4 aprile del 1949 a Washington non è prevista alcuna procedura per attivare l’espulsione di un Paese membro. 
È un’alleanza volontaria e, se mai, sono i singoli Stati che possono decidere, con un anno di preavviso, di lasciare il club. Inoltre, anche il merito dell’accusa statunitense non ha senso. La Nato ha scopi difensivi e la solidarietà militare tra i suoi componenti può scattare (articolo 5) solo quando un partner è sotto attacco. E certamente non sono stati gli ayatollah ad aggredire  gli Usa.
Ma, naturalmente, la mail rilancia al massimo le tensioni tra i 32 Paesi alleati, in vista del vertice dei leader che si annuncia incandescente, il 6 e 7 luglio ad Ankara, in Turchia. Ormai da diverse settimane, Trump sta rimuginando una qualche punizione nei confronti degli europei. Lo aveva detto brutalmente l’8 aprile scorso a Mark Rutte, ricevendolo alla Casa Bianca. 
Il Segretario generale della Nato aveva cercato di contenere la rabbia di «The Donald», arrivando a promettere che avrebbe incaricato alcuni funzionari di Bruxelles per verificare quale tipo di aiuto i singoli Paesi avessero fornito alle operazioni americane. Supporto logistico, uso delle basi e così via. Rientrato al quartier generale, però, Rutte è stato accolto bruscamente dalla gran parte degli ambasciatori europei. Il malumore è ancora trasversale, sia pure con diverse sfumature. 
Nelle ultime riunioni del Consiglio Atlantico, l’organismo politico della Nato, molti rappresentanti dei 32 Stati hanno preso le distanze dall’intervento americano in Iran. I più decisi sono stati lo spagnolo e, per motivi diversi, il turco. Ora c’è un clima di sospensione, in attesa del summit di Ankara. Mancano, però, ancora due mesi e mezzo. Lo scontro tra le due sponde dell’Atlantico potrebbe diventare ancora più aspro.