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 2026  aprile 24 Venerdì calendario

Tutte le scuole superiori si chiameranno liceo

Cambieranno nome: tutte le scuole superiori, anche gli istituti tecnici e professionali, si chiameranno licei. Se il governo farà in tempo a inserire la proposta del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in uno dei provvedimenti in discussione in Parlamento, la novità potrebbe essere introdotta già dal prossimo anno scolastico, a settembre. Liceo della meccatronica, liceo agrario, liceo chimico, liceo tessile, così ha spiegato Valditara ieri mattina durante la consegna dei Premi dei Maestri del Made in Italy: «Del resto quando Aristotele e Teofrasto parlavano di liceo, intendevano anche una scuola che trattava l’agronomia o la zoologia, in cui non si studiava solo la filosofia e la grammatica ma anche tutto quello che riguardava il mondo circostante». Da qui la conclusione del ministro che bisogna prendere atto che «gli istituti tecnici non sono scuole di serie B, come sono state trattate in passato nel nostro Paese, ma sono uno dei pilastri portanti del nostro sistema formativo».
Professori, studenti ed esperti si interrogavano ieri pomeriggio se oltre al nome cambierà anche altro, se davvero le superiori saranno un «canale» unico e unitario. Su questo Valditara è più prudente: «I nuovi licei manterranno il carattere tecnico, il collegamento con il mondo del lavoro e delle imprese e la connotazione della didattica laboratoriale, ma dovranno essere considerati percorsi di serie A». Come i licei, appunto. La proposta di Valditara sugli istituti tecnici arriva a poco più di due mesi dal via libera definitivo, dopo la sperimentazione, al nuovo percorso 4+2 (quattro anni di istituto tecnico più due di Its, il percorso alternativo all’università, su cui ha molto investito il Pnrr), che è la riforma dell’istruzione tecnica a cui ha lavorato dal momento dell’insediamento. Non solo, martedì il ministro ha dato il via libera al testo delle nuove indicazioni nazionali per i licei, che contengono le modifiche dei «programmi» del percorso appunto liceale. E nelle prossime settimane la commissione ministeriale della professoressa Perla inizierà a discutere la riforma dei programmi e della didattica dei tecnici. «Aspetto le loro proposte ma ci saranno alcune novità simili a quelle dei licei, sull’introduzione dello studio critico dell’IA, sul rafforzamento delle Stem e sulla didattica innovativa della matematica – ha spiegato Valditara – anche se la connotazione sarà tecnica». Il testo è però ancora tutto da scrivere, sarà pronto forse alla fine dell’anno, e la sfida vera è quella di riuscire a portare anche tutto il pilastro dell’istruzione tecnica a garantire un percorso di qualità, come già avviene in alcuni istituti in Lombardia e Veneto, gli unici che riescono ad ottenere risultati d’eccellenza in linea con quelli dei licei sia nell’Invalsi che nelle «classifiche» come Eduscopio. Intanto si procederà sul cambio del nome, procedura più rapida per una modifica che – raccontano a Viale Trastevere – trova d’accordo anche la premier Giorgia Meloni.
Ieri Valditara ha parlato all’Istituto Tecnico Galilei a Roma, dove ha incontrato le consulte studentesche: dopo la contestazione di un gruppo di ragazzi che lo hanno interrotto durante il suo intervento il ministro ha parlato di «un atto antidemocratico».