Avvenire, 23 aprile 2026
Nelle case italiane fanno quasi tutto le donne
Nell’ambito del progetto GRINS, l’Osservatorio TIMES, coordinato dall’Università di Bologna in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II, analizza 3.856 persone in Emilia-Romagna e Campania attraverso questionari e diari d’uso del tempo. I dati mostrano differenze significative nella distribuzione di lavoro domestico, cura e tempo libero. Non si tratta di una percezione, né della semplice riproposizione di uno schema noto. I risultati dell’Osservatorio TIMES – Time Use in Italian Families, sviluppato nell’ambito del progetto GRINS e coordinato dal Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Napoli Federico II, offrono una misurazione puntuale di come si distribuisce il tempo dentro le giovani famiglie italiane. L’indagine ha coinvolto quasi 2.000 coppie con almeno un figlio sotto gli 11 anni in Emilia-Romagna e Campania. Il campione finale comprende 3.856 individui.
Uno degli elementi più rilevanti del progetto è il metodo: TIMES osserva entrambi i partner e combina questionari socio- economici con diari giornalieri d’uso del tempo, compilati separatamente nei giorni feriali e nel fine settimana. Questo consente di ricostruire con precisione il contenuto delle 24 ore tra lavoro retribuito, lavoro domestico, cura dei figli, tempo libero e organizzazione della vita familiare. Il primo risultato che emerge riguarda la distribuzione del lavoro non retribuito. Nei giorni feriali, le donne dedicano in media 120 minuti in più degli uomini al lavoro domestico e 87 minuti in più alla cura dei figli. Il dato è particolarmente significativo perché il divario resta visibile anche nelle coppie in cui entrambi i partner lavorano a tempo pieno. L’analisi suggerisce quindi che le differenze nella gestione quotidiana non dipendono soltanto dalla partecipazione al mercato del lavoro, ma riflettono un’organizzazione familiare ancora fortemente asimmetrica.
Il progetto misura anche una dimensione meno osservata nel dibattito pubblico: la qualità del tempo libero. Non conta soltanto quanto tempo resta disponibile, ma anche in quali condizioni venga vissuto. Da questo punto di vista, i dati mostrano che per le donne il tempo libero coincide più spesso con la presenza dei figli: nei giorni feriali trascorrono 38 minuti in più degli uomini con i figli durante il loro tempo libero, differenza che si mantiene anche nel fine settimana, con 16 minuti in più. Il risultato indica che il tempo personale femminile tende a essere più vincolato e meno pienamente autonomo. Accanto al tempo misurato, TIMES analizza anche il cosiddetto mental load, cioè il lavoro di pianificazione, coordinamento e gestione che rende possibile la vita quotidiana della famiglia. Il quadro che emerge mostra che le disuguaglianze non riguardano soltanto chi svolge materialmente le attività, ma anche chi se ne assume la responsabilità organizzativa. È un aspetto particolarmente importante perché aiuta a leggere in modo più completo la relazione tra carichi familiari, continuità lavorativa e possibilità di conciliazione.
L’indagine restituisce inoltre differenze territoriali rilevanti. In Campania i divari risultano in media più marcati che in Emilia-Romagna, sia nella partecipazione al lavoro sia nella distribuzione del lavoro non retribuito, sia negli atteggiamenti verso i ruoli di genere e il potere decisionale dentro la famiglia. Il dato suggerisce che il contesto locale – servizi, mercato del lavoro, norme sociali – continui a incidere in modo significativo sull’organizzazione della vita familiare. TIMES documenta con una base empirica ampia e originale una questione centrale per il Paese: la relazione tra natalità, occupazione femminile, conciliazione e modelli familiari. I risultati mostrano che sostenere la partecipazione delle donne al lavoro resta fondamentale, ma non sufficiente se non intervengono insieme anche i servizi per l’infanzia, i congedi, l’organizzazione del lavoro e una più equilibrata condivisione della cura. Più che confermare un possibile luogo comune, l’Osservatorio mette a disposizione un set di evidenze utili a leggere con maggiore precisione come funziona oggi il tempo nelle famiglie italiane, chi sostiene il peso della quotidianità e dove si concentrano le principali disuguaglianze e offre quindi una base concreta per orientare politiche pubbliche più efficaci su lavoro, welfare e pari opportunità. «TIMES – dichiara Chiara Monfardini, Professoressa ordinaria di Econometria, Università di Bologna – mostra con chiarezza che la disuguaglianza non si misura solo nel lavoro, ma anche nel tempo: casa, cura, tempo libero e responsabilità familiari restano distribuiti in modo diseguale. È un risultato costruito su evidenze e offre una base concreta per orientare il dibattito pubblico e politiche più efficaci su conciliazione, servizi e pari opportunità».