repubblica.it, 23 aprile 2026
Il genero di Orbán ha scommesso sulla sua sconfitta e ha guadagnato una fortuna
Il genero di Viktor Orbán ha avuto fiuto. E ha scommesso sulla sconfitta del suocero, guadagnando una barca di soldi. È l’ultimo grottesco, capitolo dell’infinita saga dell’ex padrone dell’Ungheria. E chissà se c’è lo zampino dell’autocrate nell’audace mossa di Istvan Tiborcz, marito della figlia maggiore di Orbán. L’autocrate ha sempre usato famiglia e amici d’infanzia come prestanome per i suoi loschi affari, trasformandoli in oligarchi-prestanome. Forse stavolta anche lui ha capito in tempo che avrebbe perso. E ha pensato di trasformare la sua sonora sconfitta, almeno, in moneta sonante.
In un’imperdibile puntata del suo popolare podcast, la giornalista americana Rachel Maddow aveva già raccontato la precipitosa fuga di Tiborcz negli Stati Uniti dopo la disfatta del suocero. Ma prima delle elezioni, il genero di Orbán c’aveva visto lungo. Attraverso il fondo Equilor Asset Management, in parte di sua proprietà, Tiborcz ha puntato somme enormi su obbligazioni sovrane e altri asset ungheresi, anche nelle ore immediatamente precedenti al voto del 12 aprile. I prezzi, dopo la vittoria di Péter Magyar, ovvero qualcuno con buone prospettive di tirare fuori l’Ungheria dal baratro anche economico in cui è precipitata, sono ovviamente saliti.
Il genero di Orbán possiede alberghi di lusso, golf club, compagnie assicurative e secondo Forbes è il 13esimo uomo più ricco d’Ungheria. E attraverso una struttura complessa e opaca, Tiborcz partecipa anche al fondo che ha puntato tutto sulla vittoria dell’arcinemico di Orbán. Un gestore di Equilor, Attila Szabo, ha ammesso con una scrollata di spalle che “ci aspettavamo che Tisza avrebbe vinto chiaramente le elezioni e ci siamo posizionati di conseguenza”. Beata innocenza.