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 2026  aprile 23 Giovedì calendario

Nave da crociera recupera i corpi di cinque migranti. Nel Mediterraneo mai tanti morti dal 2014

Una lancia di salvataggio che scende in acqua, recupera un corpo perso fra le onde, lo copre in fretta come può, poi torna verso la nave madre. Ma no, non è successo su una delle navi della flotta civile che continuano a monitorare il Mediterraneo nonostante blocchi e divieti. È stata la Princess Sapphire, gigantesca e lussuosa nave da crociera capace di ospitare fino a tremila persone, partita da Cagliari e diretta in Danimarca, a fermarsi per recuperare e portare a terra le salme di cinque migranti, avvistati uno dopo l’altro fra le onde al largo di Cabo los Palos.
I giubbotti da segnalazione
Inizialmente dal ponte avevano visto solo una macchia arancione. Chi va per mare lo sa, di quel colore sono i giubbotti da segnalazione, indicano che c’è un naufrago in difficoltà. Per questo il comandante ha fermato la nave e ordinato di lanciare in acqua il gommone di soccorso. Ma lì, a 140 miglia dalla costa spagnola, non c’era più nessuno da salvare, solo corpi da recuperare per dare loro almeno degna sepoltura.
I cinque corpi
L’equipaggio ne ha recuperati cinque mentre il capitano, con un messaggio a bordo spiegava ai passeggeri il perché di quella sosta in mezzo al mare di oltre tre ore. “Purtroppo abbiamo trovato dei corpi senza vita, non si tratta di passeggeri o di membri della crew”, ha avvisato mentre alcuni si assiepavano sulle murate per assistere alle operazioni. “Ho fatto più di sessanta crociere nella mia vita, non è mai successa una cosa del genere”, ha detto un passeggero alla stampa britannica, confermando un dato: mai come quest’anno nel Mediterraneo si muore.
Nel Mediterraneo mortalità aumentata
Secondo gli ultimi dati Oim, sebbene le partenze su tutte le rotte siano diminuite, la mortalità è aumentata. Da gennaio a marzo, sono oltre 1.022 morte nel tentativo di attraversare il mare. Altre 180 vittime sono state registrate solo nella prima settimana di aprile. E si tratta di numeri necessariamente approssimati per difetto. Di molti naufragi si sa solo quando vengono ritrovate barche vuote, rovesciate o alla deriva, o quando qualcuno si ferma a recuperare fra le onde i corpi che ci galleggiano. E persino ricostruirne l’identità è spesso un’impresa.
Il barchino alla deriva
Ma forse, per i cinque che la Princess Sapphire ha accompagnato a Cartagena, ci si potrebbe riuscire. Una delle ipotesi è che fossero a bordo del barchino trovato lunedì alla deriva al largo di Cartagena. A bordo, gli uomini della Guardia costiera che lo hanno soccorso hanno trovato tre cadaveri e due uomini in fin di vita, dopo giorni senza né bere, né mangiare. Hanno raccontato di essere salpati in diciotto dall’Algeria giorni prima. Forse per un guasto al motore, o per il maltempo, poco dopo la partenza hanno perso la rotta, ma erano troppo provati e confusi per riuscire a spiegare davvero quanto tempo siano rimasti in balia delle onde. Oggi però potrebbero essere loro a dare un nome agli ennesimi naufraghi sconosciuti portati a terra.
Sebbene gli arrivi in Europa siano diminuiti, la mortalità nel Mediterraneo continua a crescere. Anzi, secondo i dati Oim, dal 2014 nei primi mesi dell’anno non è mai stata così alta. “La capacità di ricerca e soccorso resta insufficiente – si legge in una nota dell’agenzia Onu – chiediamo un rafforzamento degli sforzi per salvare vite in mare, insieme all’apertura di canali sicuri e regolari”.