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 2026  aprile 23 Giovedì calendario

Pilota da caccia sudcoreano si faceva i selfie e un altro lo filmava: disastro sfiorato

Pilotare un caccia da combattimento, a 800 chilometri all’ora, e maneggiare il proprio smartphone non deve essere una buona idea. Ne sanno qualcosa quei piloti sudcoreani che, nel 2021, hanno scherzato con il fuoco. Il primo pilota fotografava l’aereo guidato da due colleghi. E uno di questi due colleghi intanto filmava l’aereo del primo.
Questo gioco goliardico ha portato i due caccia (modello F-15) a un passo dalla tragedia. I velivoli si sono toccati: quello di testa ha subìto danni all’ala sinistra, e quello dietro allo stabilizzatore di coda. Per fortuna entrambi gli apparecchi erano ancora in condizione di volare dopo la collisione, così i piloti giocherelloni sono riusciti a riportarli a terra.
I fatti risalgono al 2021, quando i due caccia erano impegnati in una esercitazione nei cieli della città di Daegu. La Commissione di controllo dell’Aeronautica militare coreana, che ha appena stilato un rapporto definitivo sulla vicenda dopo gli inevitabili procedimenti disciplinari, dà una notizia importante. Fare foto o video durante il volo era una moda diffusa in quel periodo.
Gli scatti ricordo
Uno dei due piloti militari, peraltro, era al suo ultimo decollo in carriera. Dunque ci teneva particolarmente a scattare qualche fotografia ricordo della missione di addio, come lui stesso aveva preannunciato in una riunione prima della partenza.
Il collega che guidava l’altro velivolo è stato contagiato dal gioco pericoloso. Mentre veniva fotografato, ha chiesto al suo secondo di filmare il primo caccia. E il pilota del primo caccia, vedendosi filmato, ha capovolto l’aereo mettendolo pancia all’aria. Tutto bene, fino all’inevitabile scontro.
Una volta a terra, i periti hanno accertato danni ai due velivoli per 880 milioni di won, 509 mila euro al cambio. Somma che l’Aeronautica militare sudcoreana ha chiesto al primo pilota (quello delle foto), come risarcimento, in un procedimento disciplinare.
L’ottimo curriculum
Il pilota, che intanto si è dimesso dall’Aeronautica per andare a lavorare in una compagnia civile, si è difeso con i denti. E alla fine ha limitato i danni. In appello, l’Aeronautica si è accontentata di chiedergli solo 59 mila euro.
In appello, la commissione giudicatrice ha tenuto conto dell’ottimo curriculum del pilota sotto accusa e gli ha dato atto che, riportando a terra il suo caccia, ha evitato una perdita ingentissima. Un F-15, fabbricato dalla statunitense Boeing, costa anche 100 milioni di dollari.
Ha giocato in favore del pilota-fotografo anche il fatto che l’Aeronautica coreana, almeno fino a quel momento, non avesse regolato in modo puntuale l’uso dello smartphone personale durante le missioni.