la Repubblica, 23 aprile 2026
Deutsche Telekom e T-Mobile Us studiano la fusione
Se andasse in porto, sarebbe l’operazione del secolo. E non solo nel settore delle telecomunicazioni. I colloqui sono ancora agli esordi, ma Deutsche Telekom starebbe valutando l’ipotesi di fondersi con la controllata americana T-Mobile Us. La rivelazione arriva da Bloomberg. Una mossa che creerebbe il più grande colosso delle tlc al mondo, persino più grande di China Mobile. Al momento l’azienda di Bonn possiede il 53% della concorrente americana. Ma è ancora controllata quasi al 28% dallo Stato, direttamente e attraverso la Kfw, la Cassa depositi e prestiti tedesca.
E il punto interrogativo intorno a un’operazione ambiziosa e che riguarda due aziende strategiche riguarda proprio la politica: nel caso di una fusione, la quota in mano al governo Merz verrebbe notevolmente diluita. E c’è da chiedersi se nell’attuale situazione di crisi perenne e di una generale risorgenza di tendenze protezionistiche, l’esecutivo Cdu-Spd lo accetterebbe. Anche il nazionalismo imperialista di Donald Trump potrebbe essere un ostacolo serio alla maxi fusione che l’amministratore delegato di Deutsche Telekom, Timotheus Höttges starebbe architettando.
T-Mobile si limita per ora a reagire con un no comment e derubrica le voci a “speculazioni”. Idem Deutsche Telekom. Ma l’idea, secondo le indiscrezioni, sarebbe quella di fondare una nuova holding che farebbe un’offerta a tutti gli azionisti: gli investitori attuali dei due colossi delle tlc diventerebbero proprietari della newco. Che verrebbe quotata in borsa sia negli Stati Uniti sia in Europa. Secondo Bloomberg il quartier generale verrebbe spostato però dalla Germania in un altro Paese europeo. Un’operazione sul modello della fusione del 2018 tra l’americana Praxair e la tedesca Linde: allora la sede del neo gigante del gas fu spostata in Irlanda.
La spinta alla mossa Timotheus Höttges sta nella disparità tra le due aziende: Deutsche Telekom vale 141 miliardi di euro, circa 166 miliardi di dollari, mentre la controllata T-Mobile raggiunge i 217 miliardi di dollari di valore in Borsa. Gli utili degli americani rappresentano la parte da leone di quelli dell’azienda madre. L’obiettivo è creare un gruppo che riduca questo gap e che consenta al management di avere la potenza di fuoco per future acquisizioni.