corriere.it, 23 aprile 2026
Karin Messner racconta anedotti di amici e del suo presente
Una biondina dall’aria acqua e sapone a quindici anni sale sul palco di un festival europeo a Firenze. Non fa stretching, non fa riscaldamento: infila le scarpette e danza il solo del “Don Quixote”. Quando scende, una signora vestita di bianco le accarezza la testa: «Diventerai una ballerina molto brava».. Quella signora era Carla Fracci. Ma Karin, nata tra i meleti dell’Alto Adige in una famiglia contadina, allora non sapeva chi fosse «la Fracci». Sapeva solo che ballare la rendeva felice, l’unico rifugio sicuro dopo aver visto, da bambina, lo sguardo di sua madre spegnersi per la perdita prematura di un fratello e di una sorella.
Gli anni a Rimini
Oggi, a quasi 52 anni, la bolzanina Karin Messner quello sguardo lo ha trasformato in un’energia contagiosa che sprigiona nel suo studio di personal trainer a Cornaiano. Tra quella carezza della Fracci e i pesi di oggi c’è in mezzo un oceano di vita vissuta a cento all’ora, tra le luci della Riviera romagnola, i backstage della tivù nazionale e amicizie da leggenda. A 18 anni, Karin decide infatti che Bolzano le sta stretta; parte per Rimini e succede l’inevitabile. Bionda, atletica, con un mix perfetto di rigore teutonico e calore latino, diventa la “tedeschina” delle discoteche più famose d’Italia. «Erano gli anni d’oro delle cubiste – racconta con un lampo di emozione negli occhi -. Lavoravo al Paradiso, al Prince, al Peter Pan. Per me era un sogno: ballavo, nessuno mi disturbava e mi pagavano pure». Mentre le sue colleghe si perdevano tra cocktail e sostanze, però, Karin restava fedele a se stessa: «Acqua e limone, sempre. Ero l’unica cubista che la mattina andava in palestra a studiare per i diplomi di fitness e la sera saliva sul cubo. Ho visto i vizi brutti del mondo dello spettacolo e ho capito subito che non volevo diventare così».
Bonolis e Pantani
La televisione arriva quasi per caso, su una cabriolet che si ferma accanto a lei mentre torna dalla spiaggia. A bordo c’è un talent scout che la porta dritta nel cast di “Beato tra le donne”. Lì conosce tutti: Alba Parietti, Fiorello, Pamela Prati. E poi Paolo Bonolis: «Un uomo di un’umiltà incredibile. Una sera mi ero seduta perché mi facevano male i piedi: lui si è inginocchiato, mi ha tolto le scarpe e ha iniziato a massaggiarmeli. Un gesto di una gentilezza unica che non ho mai dimenticato». In quegli anni Karin finisce anche sui rotocalchi. “Novella 2000” la mette in copertina come «l’ultima fiamma di Marco Pantani». «Fu un inganno – precisa con fermezza -. Lavoravo in discoteca e mi chiesero di portargli la torta di compleanno. Io non sapevo nemmeno chi fosse il Pirata! Mi fece sedere accanto a lui, parlammo un po’ vicini vicini per via della musica alta e qualcuno scattò delle foto e le spacciò per un flirt. Marco ci rimase male quanto me, pensò che l’avessi fatto per diventare famosa. Ma a me della fama non è mai importato nulla. Io volevo solo essere libera».
L’amicizia con Valentino Rossi
Tra i ricordi più dolci c’è l’amicizia profonda con un giovanissimo Valentino Rossi. «Eravamo amici veri – racconta Karin Messner -. Passavamo le giornate al luna park o al bar. Lui forse si era una preso cotta, ma per me era troppo giovane. Una volta vincemmo una giraffa di peluche gigante e girammo per Riccione con questo giga pupazzo come due matti. Valentino non beveva alcol, proprio come me, quindi una volta aveva dimenticato delle bottiglie di prosecco che gli avevano regalato sotto il sedile della mia macchina: se le era scordate lì. Al primo semaforo, inchiodando, mi si sono rotte tutte: un odore tremendo! Lo chiamai per insultarlo, ridevamo come pazzi».
Karin Messner oggi
Oggi la vita di Karin ha cambiato ritmo, ma non intensità. Ha scelto il bodybuilding, ma con una filosofia ferrea: il “natural”. Niente sostanze, niente ipertrofie artificiali, solo disciplina, alimentazione e ghisa. Prima ha vinto ori e argenti ai mondiali, trasformando il suo corpo in un tempio di salute. Ora la sua vera missione sono le donne. «Mi occupo di menopausa, osteoporosi e sarcopenia. Molte donne arrivano da me esaurite, sull’orlo di una crisi di nervi tra figli adolescenti e cambiamenti ormonali. Io le ascolto, divento la loro “psicologa”, la loro amica, e le avvio dolcemente al sollevamento di pesi moderati. Vedere una donna che entra in studio spenta ed esce con il sorriso e i muscoli tonici è la mia gratificazione più grande».
Il suo metodo, richiestissimo via social in tutta Italia, non prevede il coaching online. «È un imbroglio. Io le persone le voglio qui, devo vedere come mettono la schiena, come respirano. Non rubo i soldi alla gente per fornirgli uno schema prestampato». Chi volesse cercarla, non la troverebbe mai in un centro wellness di lusso ma, all’alba, al lago di Monticolo, anche in pieno inverno, a «spaccare il ghiaccio per un bagno gelato insieme alle anatre. Riattiva la circolazione, stimola le endorfine, mi mantiene giovane. Non accendo il riscaldamento in casa da anni e non mi prendo un raffreddore da allora».
Lo spot con Michelle Hunziker
Prima di diventare la “personal trainer d’acciaio” di oggi, Karin è stata anche la voce e il volto dei Floorfilla, scalando le classifiche europee con la serie “Anthem”. Tra la danza, il canto, la disco, la tv e il fitness, il suo è un curriculum a cui non manca davvero nulla. Eppure c’è un piccolo desiderio che ancora coltiva: «Anni fa feci uno spot sulla spiaggia con una giovanissima Michelle Hunziker. Era già magnetica allora. Oggi molti dicono che il mio “lato B” somiglia al suo nella celebre pubblicità di Roberta degli anni Novanta. Il mio sogno sarebbe girare un video fitness con lei, una sfida a colpi di esercizi per le “ciapétt”, come le chiama lei. Parliamo entrambe tedesco e italiano, sarebbe fantastico».
Karin Messner è rimasta la giovane donna pirotecnica che ha avuto il coraggio di uscire dalla comfort zone contadina per mangiarsi il mondo, restando però sempre “acqua e sapone”. «Ai miei figli dico sempre: andate via, viaggiate, fate esperienze, non restate nello stesso posto per vent’anni a fare le stesse cose. La vita è una sola, lasciatevi sorprendere». Lei, di sicuro, non ha smesso di farlo.