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 2026  aprile 23 Giovedì calendario

Tancredi Antoniozzi e i furti di Rolex: il pm chiede 6 anni e mezzo

Dopo una foto di gruppo davanti all’ingresso del Tribunale, abbracciato agli amici e alla fidanzata, ha lasciato piazzale Clodio. Dove Tancredi Antoniozzi, 22 anni, figlio del deputato di Fratelli d’Italia Alfredo Antoniozzi, tornerà il 27 maggio. Giorno in cui è previsto che il gup pronunci sentenza nei confronti del giovane, che rischia – come chiesto dal pm – 6 anni e sei mesi di reclusione con l’accusa di rapina, minacce e tentata estorsione ai danni di coetanei, come lui appartenenti alla Roma bene.
Secondo la Procura, Antoniozzi, aiutato da altri tre imputati, avrebbe sottratto un Rolex a un conoscente in via Cavalier D’Arpino, quartiere Parioli. L’accusato, agli arresti domiciliari dopo essere stato arrestato 5 aprile del 2025, non ha agito da solo.
A fargli da spalla David Cesarini, Michael Giuliano e Manuel Fiorani. Anche per loro la Procura ha chiesto la condanna. Per Cesarini, sei anni di carcere, mentre Giuliano e Fiorani rischiano il primo 3 anni e quattro mesi, e invece il secondo 3 anni e nove mesi. I quattro imputati hanno optato per il rito abbreviato, che, in caso di riconoscimento della colpevolezza, prevede il taglio di un terzo della pena.
La rapina, portata a termine con la partecipazione di tutti gli imputati l’11 dicembre del 2024, ha avuto un seguito. Antoniozzi, il giorno dopo, ha proposto alla vittima di fare uno scambio, 20mila euro per riconsegnare il Rolex, valore di mercato circa 7mila. Offerta respinta dal proprietario dell’orologio. Fiorani in ogni modo si pente, decidendo di raccontare la verità al ragazzo che ha subito la rapina. Scattano le denunce. Ed in questo momento che Antoniozzi minaccia Fiorani, prendendo di mira la famiglia. 
Inoltre senza alcun aiuto, per il pm Claudio Santangelo, a marzo 2025 Tancredi ci ha riprovato a rubare un altro Rolex un coetaneo: ma stavolta, quando ha tentato il blitz in un parco, all’improvviso sono comparsi due anziani di passaggio con un cane. Imprevisto che ha spinto Antoniozzi, aiutato da due complici rimasti ignoti, a rinunciare al colpo.